[31/08/2007] Comunicati

Acceleratori di particelle applicati all´ambiente: se ne parla a Firenze

LIVORNO. Dal 3 al 7 settembre Firenze ospiterà Ecaart 2007, la conferenza internazionale sulle applicazioni degli acceleratori di particelle. Curare i tumori, datare i reperti archeologici, analizzare la chimica dei capolavori della pittura, ma anche l´inquinamento delle città. Gli acceleratori di particelle escono dai grandi laboratori della fisica e diventano straordinari strumenti di vita quotidiana al servizio di medicina e beni culturali, ambiente, elettronica, geologia e nuovi materiali. Decine di queste esperienze saranno presentate e discusse nel corso della Conferenza internazionale che vedrà la partecipazione dei maggiori specialisti di oltre 30 paesi. Soddisfatto l´assessore Cioni: «Si tratta di appuntamento che testimonia il ruolo di primo piano del polo scientifico fiorentino».

Ecaart è organizzata da una delle strutture più all´avanguardia del Polo Scientifico di Sesto Fiorentino, punto di riferimento mondiale per la diagnostica delle opere d´arte. Si tratta di Labec, il Laboratorio di Tecniche Nucleari per i Beni Culturali che fa capo all´Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e che opera nell´ambito di una convenzione con l´Università di Firenze. La conferenza si svolge in Italia per la prima volta, evento che sottolinea, tra l´altro, il particolare ruolo guida delle strutture fiorentine. Come noto, gli acceleratori sono macchine capaci di creare piccoli fasci di particelle e di lanciarli a velocità anche prossime a quella della luce contro altri fasci di particelle o particolari bersagli fissi. Sull´analisi dei residui di queste collisioni si fonda appunto la ricerca di base in questo particolare ramo delle fisica.

Ma anche in tema di ambiente e inquinamento gli acceleratori trovano numerose applicazioni: per analizzare il particolato atmosferico, le polveri fini disperse nell´aria, la cui penetrazione nell´apparato respiratorio può risultare molto nociva; per tracciare gli inquinanti nei flussi d´acqua; per gli studi di paleoclimatologia attraverso l´esame del particolato intrappolato negli strati di ghiaccio. In proposito il laboratorio Labec/Infin vanta un´esperienza ventennale ed è tutt´oggi prezioso punto di riferimento di varie agenzie per l´ambiente, tra cui l´Arpat Toscana.

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