[29/08/2007] Comunicati

Il Papa ´scomunica´ gli incendiari ma rilancia l´antropocentrismo

ROMA. Anche Papa Benedetto XVI è preoccupato per gli incendi che colpiscono Italia e Grecia e per le inondazioni nel sud-est asiatico: «Davanti a queste drammatiche emergenze, che hanno causato numerose vittime e ingenti danni materiali – ha detto ai 15 mila fedeli presenti all’udienza di stamattina in piazza San Pietro - non si può non essere preoccupati per l’irresponsabile comportamento di taluni che mettono a rischio l’incolumità delle persone e distruggono il patrimonio ambientale, bene prezioso dell’intera umanità. Mi unisco a quanti giustamente stigmatizzano tali azioni criminose», ed ha invitato tutti a «pregare per le vittime di queste tragedie».

Ma stavolta Benedetto XVI non si è fermato a frasi di buon senso e circostanza, ha condannato con forza le «azioni criminose» e l’ «irresponsabile comportamento» degli incendiari e riferendosi alle alluvioni asiatiche le ha messe in relazione ai comportamenti dell’uomo indicando come colpevoli coloro che «mettono a rischio l´incolumità delle persone e distruggono il patrimonio ambientale, bene prezioso dell´intera umanità».

Il Papa lo ha voluto specificare esplicitamente al termine dell’udienza: «In questi giorni alcune regioni geografiche sono devastate da gravi calamità: mi riferisco alle inondazioni in alcuni Paesi orientali, come pure ai disastrosi incendi in Grecia, in Italia e in altre nazioni europee. Davanti a così drammatiche emergenze, che hanno causato numerose vittime e ingenti danni materiali, non si può non essere preoccupati per l´irresponsabile comportamento di taluni che mettono a rischio l´incolumità delle persone e distruggono il patrimonio ambientale, bene prezioso dell´intera umanità».

Benedetto XVI era partito proprio dal pensiero di san Gregorio di Nissa, Padre della Chiesa del IV secolo, a cui era dedicata l’udienza di oggi: «Commentando la creazione dell´uomo - ha detto il Papa - Gregorio mette in evidenza che Dio, "il migliore degli artisti, forgia la nostra natura in maniera da renderla adatta all´esercizio della regalità. Attraverso la superiorità stabilita dall´anima, e per mezzo della stessa conformazione del corpo, Egli dispone le cose in modo che l´uomo sia realmente idoneo al potere regale" (De hominis opificio 4: PG 44,136B). Ma vediamo come l´uomo, nella rete dei peccati, spesso abusi della creazione, non eserciti una vera regalità. Per questo, infatti, per realizzare cioè una vera responsabilità verso le creature, deve essere penetrato da Dio e vivere nella sua luce. L´uomo, infatti, è un riflesso di quella bellezza originaria che è Dio: “Tutto quanto Dio creò era ottimo”, scrive il santo vescovo. E aggiunge: “Lo testimonia il racconto della creazione (cfr Gn 1,31). Fra le cose ottime c´era anche l´uomo, ornato di una bellezza di gran lunga superiore a tutte le cose belle. Che cos´altro, infatti, poteva essere bello, al pari di chi era simile alla bellezza pura e incorruttibile?... Riflesso e immagine della vita eterna, egli era bello davvero, anzi bellissimo, con il segno raggiante della vita sul suo volto” (Homilia in Canticum 12: PG 44,1020C). Meditiamo - ha aggiunto il papa - questo elogio dell´uomo. Vediamo anche come l´uomo sia degradato dal peccato. E cerchiamo di ritornare alla grandezza originaria: solo se Dio è presente, l´uomo arriva a questa sua vera grandezza. La piena realizzazione dell’uomo consiste nella santità, in una vita vissuta nell´incontro con Dio, che così diventa luminosa anche per gli altri, anche per il mondo».

Una riaffermazione della visione cattolica dell’uomo come custode e sovrano della natura e di un’ecologia della creazione che affonda solide radici spirituali, un antropocentrismo temperato dall’uomo visto come fine e centro dell’armonia universale che forse non piacerà molto ad alcuni ambientalisti, che però saranno certamente contenti della “quasi scomunica” per chi offende con comportamenti delittuosi ed avidi questo “disegno divino”.

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