[29/08/2007] Parchi

Ritorna il gatto selvatico all’Uccellina

GROSSETO. Ennesimo lieto ritorno nel parco dell’Uccellina in Maremma, dove in questi giorni si è concluso lo screening su un inquilino che mancava da tempo: il gatto selvatico, che si va così ad aggiungere a lupo, falco, pescatore, tartaruga marina, ghiandaia marina e biancone, che negli ultimi 7 anni sono tornati a popolare il parco.

«Alla fine degli anni Ottanta - spiega il presidente del parco Giampiero Sammuri - il gatto selvatico europeo risultava estinto. Da queste considerazioni prese il via un progetto di reintroduzione, con il rilascio di due individui (un maschio e una femmina). Tra il 1994 e il 1998 sono stati catturati 4 esemplari (tre maschi e una femmina) diversi dalla coppia originaria». Tutti i gatti, catturati e rilasciati in loco, furono muniti di trasmittente e monitorati mediante radiotelemetria fino al 1999. I risultati ottenuti denotavano l´iniziale buona riuscita del progetto, facendo ipotizzare la possibile formazione di una nuova popolazione.

Successivamente al 1999 sono state effettuate diverse osservazioni dirette dai guardaparco, mentre nel 2006 è stato avviato un monitoraggio ad hoc, volto a verificare la presenza, la consistenza della popolazione ed eventuali misure conservazionistiche.

«Vista l´oggettiva difficoltà di riconoscimento del Felis silvestris silvestris dal conspecifico gatto domestico – dice Andrea Sforzi, consulente scientifico dell´area protetta - a causa della sovrapposizione sia morfologica che dimensionale della maggior parte degli indici di presenza indiretti (orme, depositi fecali, ecc.) e della estrema similitudine del mantello, l´unico metodo capace di garantire un efficace monitoraggio del felide è rappresentato dal trappolamento meccanico».

Dall´autunno 2006 all´estate 2007 sono state così disposte 18 trappole in tre aree campione, lungo una line-trap di lunghezza variabile tra quattro e sei chilometri. Uno studio su trecento notti. Con questo metodo sono stati catturati quattro gatti selvatici: tre maschi ed una femmina. Tutti gli esemplari sono stati sedati, manipolati (screening biologico, morfologico e sanitario, prelievo di campioni ematici per le indagini genetiche, innesto di microchip di riconoscimento individuale) e rilasciati nell´area di cattura. «Questo complesso studio - conclude il presidente Giampiero Sammuri - ha confermato la piena riuscita del progetto a quasi vent´anni dal suo avvio e lascia ben sperare per il futuro della popolazione di gatto selvatico nel Parco regionale della Maremma».

Intanto dall’altra parte del mondo , in Cina, un misterioso cetaceo, il delfino bianco, chiamato anche bandiera bianca, che era dato per estinto solo pochi giorni fa dagli scienziati cinesi è miracolosamente riapparso nel fiume Yangtsé nell´est del grande Paese asiatico.

Il contadino che ha visto il grande animale bianco nuotare nel fiume il 19 agosto, forse non sapeva che quella doveva essere una rarissima specie estinta, ma è ugualmente corso a prendere una macchina fotografica. Le foto, secondo Wang Kexiong, un esperto dell’Istituto di idrobiologia dell’accademia delle scienze della Cina, dimostrano che dighe, inquinamento e siccità non sono ancora riusciti ad eliminare completamente dallo Yangtsé i "Baiji", come si chiamano in cinese i delfini bianchi di fiume.

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