[28/08/2007] Parchi

Incendi, Pecoraro alle regioni: «Stop alla caccia nelle aree colpite»

LIVORNO. Il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio (Nella foto)<(i> – attraverso un comunicato pubblicato sul sito del ministero – torna a chiedere alle regioni una rigorosa applicazione della legge sugli incendi boschivi in particolare il divieto di caccia per dieci anni nelle zone percorse dal fuoco e di vietare l’attività venatoria anche nelle aree contigue e circostanti a quelle colpite dagli incendi.

«Alla luce degli enormi danni patiti dal nostro territorio per mano di incendiari criminali – spiega Pecoraro Scanio – chiedo alle regioni un’assunzione di responsabilità per assicurare il rigoroso rispetto della legge che già prevede il divieto di caccia nelle aree percorse dal fuoco e l’emanazione di provvedimenti per vietarla nelle aree limitrofe. E’ del tutto evidente infatti che gli incendi significano distruzione degli habitat naturali per la nostra fauna e le aree limitrofe a quelle bruciate sono oggi le preziose e delicate zone di fuga e ricovero per specie già martoriate dal fuoco. Si tratta quindi di intervenire con urgenza sui calendari venatori, dal momento che in molte regioni la caccia aprirà il prossimo weekend, per evitare un ulteriore impatto ambientale negativo».

Il Ministero già nei giorni scorsi aveva inviato una nota a tutti gli assessorati regionali all’ambiente per chiedere l’applicazione di del divieto di caccia nelle aree bruciate e l’emanazioni di rovvedimenti per le aree limitrofe. Nella lettera inviata dalla Direzione generale per la protezione della natura si ricordava infatti come la legge già prevede la possibilità di intervenire per fermare la caccia ‘per motivate ragioni connesse a calamità’.

«Mi rivolgo alle regioni – conclude il ministro – affinché vi sia un semplice ma concreto gesto di attenzione verso il nostro territorio. Si tratta dunque di dare una risposta di sensibilità e rispetto di fronte al dramma che ha pesantemente colpito il nostro patrimonio naturale».

Insomma, senza voler troppo semplificare o cadere nel qualunquismo, il ministro è costretto a chiedere alle regioni di rispettare la legge. Come se il fatto che queste siano vigenti non bastasse. Un richiamo purtroppo reso necessario dalla tragica constatazione dei fatti e che, resta l’unica speranza, faccia in modo che l’attenzione resti alta quando l’emergenza finirà e tutto non cada nel dimenticatoio fino alla prossima estate e al prossimo incendio.

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