[28/08/2007] Urbanistica

Dopo il sì del Tar alle trivellazioni, Italia Nostra: «Legge speciale per difendere il Val di Noto»

LIVORNO. Il Tar di Catania ha accolto il ricorso della società Panther Eureka, dando un parziale via libera alle trivellazioni petrolifere nella Val di Noto, patrimonio dell´umanità dall´Unesco. E per Italia Nostra ritorna l’incubo delle trivelle: «La sentenza del Tar di Catania mostra tutta la fragilità di Noto e di quella porzione di Sicilia orientale, annoverata dal 2002 nel patrimonio Unesco perché «testimonianza dell’esuberante genialità espressa nell’arte ne nell’architettura del tardo barocco».

Ma secondo Italia Nostra si era cantata vittoria troppo presto, perché la minaccia non era mai davvero cessata: «Era stato solo un abile gioco di parole del presidente della regione Antonio Cuffaro a farlo credere, ma gli ambientalisti avevano prontamente denunciato il bluff».

Italia Nostra riconferma l’adesione all’appello che Andrea Camilleri lanciò dalle pagine di Repubblica e chiede «che si impedisca lo scempio di quello splendido territorio intorno a Noto, che vengano prese decisioni chiare dalle autorità competenti. Per superare ogni discrezionalità e ogni contenzioso è necessaria una legge speciale per Noto», per questo si appella «alla responsabilità dell’assemblea regionale siciliana, del governo nazionale e del Parlamento affinché questo provvedimento venga varato quanto prima» ed auspica «la generale mobilitazione del mondo della cultura e dell’arte a sostegno della proposta di una legge speciale per Noto».

Tra i più delusi per la decisione del Tar c’è anche Legambiente: «Quelle trivellazioni sono uno scempio – dice il presidente Roberto Della Seta - un’offesa a un territorio pregiato, dove il paesaggio e i beni culturali valgono, anche economicamente, molto di più di un pozzo di petrolio. Daremo battaglia, in tutte le sedi possibili, per fermare questo ennesimo tentativo di saccheggio della Sicilia. Si tratta forse soltanto di una brutta coincidenza ma l’impressione che si ricava è che la risposta alla devastazione e ai lutti che hanno colpito la Sicilia in queste settimane, con decine e decine di roghi appiccati dagli incendiari, sia quella di un nuovo sfregio per la regione, dando alla Panther il permesso di sforacchiare la Val di Noto. Continueremo a essere in prima fila nella battaglia per tutelare questo patrimonio così importante per l’Italia, sia in sede legale sia continuando a fare una capillare azione di denuncia e sensibilizzazione presso tutte le istituzioni coinvolte».

Sebastiano Tiberio, presidente del circolo di Noto del Cigno verde conferma: «Stiamo già percorrendo tutte le vie legali possibili per fermare questo scempio ma è necessario che tutte le istituzioni facciano la propria parte. La regione avrebbe potuto impedire che si arrivasse a questa sentenza rispettando i tempi per la richiesta di valutazione d’impatto ambientale, ma non l’ha fatto. Ora chiediamo al governo d’intervenire al più presto perché sulla Val di Noto venga posto un severo vincolo paesaggistico. Il petrolio della Val di Noto si chiama turismo, arte, architettura, artigianato e produzioni di qualità e faremo tutto ciò che è in nostro potere per difenderlo».

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