[24/08/2007] Rifiuti

Rifiuti di Bagnoli, la firma sull´accordo forse a settembre

PIOMBINO (Livorno). Come previsto e anticipato ieri da greenreport che aveva raccolto le dichiarazioni del sindaco di Piombino Gianni Anselmi, la partita che punta a far arrivare nella colmata del porto toscano i rifiuti provenienti da Bagnoli, non si è conclusa con il consiglio comunale di oggi. E la firma sull’accordo quindi, per il momento non viene messa. Il sindaco Anselmi davanti al direttore generale del ministero dell’ambiente Gianfranco Mascazzini e a quello della Regione Toscana Mauro Grassi, ha ribadito comunque la sua volontà - che è anche quella della maggioranza del consiglio comunale - di firmare l’accordo in piena sintonia con la Regione Toscana, e possibilmente entro il mese di settembre.

Nel frattempo però dovrà essere continuata l’opera di informazione ai cittadini e dovranno essere risolti alcuni punti ancora non chiarissimi, come l’inserimento nell’accordo dello smaltimento e del recupero dei materiali provenienti dall´attività siderurgica della Lucchini».

Intanto il Consiglio comunale di oggi ha regalato l’approvazione di due ordini del giorno: quello presentato dall’Ulivo a cui è stato accorpato quello dei Verdi (votato da Unione, Verdi, Sinistra democratica; contrari Rifondazione, Guglielmi della lista civica, e Bianchi di An; astenuti Batistoni, Nuova Piombino, An) in cui si esprime «un giudizio positivo sulle finalità e sui contenuti fin qui raggiunti dall’accordo di programma quadro Piombino-Bagnoli, sostiene e invita il sindaco a proseguire l’interlocuzione con tutti gli enti coinvolti affinché si possa disporre delle massime garanzie sugli aspetti ambientali e finanziari anche con eventuali ulteriori miglioramenti per una gestione efficace e sicura dell’intera operazione».

L’altro documento approvato (favorevoli Ulivo, An, Verdi, lista civica; astenuti Rifondazione e Nuova Piombino) è quello presentato da An, che chiede l’inserimento di un rappresentante delle minoranze nell’osservatorio di comunicazione ambientale e di monitoraggio dell’operazione, previsto nell’allegato all’accordo di programma.
Non è passato invece il documento presentato da Rifondazione.
Il consiglio comunale si era aperto con la lettura da parte di una rappresentante del comitato No fanghi, del documento che accompagnava la petizione con la richiesta di referendum, che è stata firmata da 4575 cittadini.

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