[08/03/2006] Rifiuti

Raccolta differenziata a Rio Marina, Bosi replica a Esa

RIO MARINA (Livorno). «Non è consentito al presidente dell’Elbana servizi ambientali di giocare a scaricabarile, cercando di individuare la pagliuzza nell’occhio dell’interlocutore, senza accorgersi della trave delle sue responsabilità». Inizia così il duro comunicato del senatore Bosi, sindaco di Rio Marina (nella foto), al presidente dell´Elbana Servizi Ambientali, Giovanni Frangioni.

«Il presidente di Esa, al di là della girandola delle date e delle lettere che menziona - prosegue il sottosegretario alla Difesa del governo Berlusconi - sa bene che la raccolta differenziata, compete alla sua azienda, e sa che se la raccolta langue non è certo per l’inerzia del comune, ma per il sostanziale disinteresse di Esa, che a questo scopo si è limitata a collocare poche campane per vetro e plastica, peraltro con un aggravio di costi per gli utenti, senza preoccuparsi d’altro; omettendo di provvedere a quelli per carta e cartone, (cosi come avviene in tutti i comuni toscani, sena bisogno di aree ecologiche) e lasciando gli altri, quelli per l’indifferenziata,vecchi e maleodoranti».

Ma il sindaco si difende anche da un´altra accusa di Frangini: «Il fatto che non abbiamo sottoscritto il contratto di servizio non dipende certo da inefficienza, ma dal tempo necessario per soppesare la congruità dei costi delle prestazioni, sulle quali nutriamo forti dubbi e avanziamo riserve. Sembra davvero strano che un’azienda pressoché monopolista nella raccolta e smaltimento dei rifiuti all’Elba, che pratica tariffe fra le più elevate della Regione al riparo da ogni concorrenza, non trovi di meglio che scaricare sui comuni, che peraltro attendono ancor l’allargamento del Consiglio d’Amministrazione della società, responsabilità che certo non ci appartengono.

Ed alla fine il senatore del Cdu minaccia l´autarchia nella gestione dei
rifiuti: «Visto questo modo di ragionare e operare, verrebbe davvero voglia di fare da sé, il che sicuramente migliorerebbe costi ed efficienza. Ma qui occorrerebbe aprire un fronte assai più complesso sugli errori storici in materia di smaltimento. Errori che pesano come macigni sulla testa degli elbani».

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