[23/08/2007] Parchi

Campania: 2.300 domande per 11 posti di direttore dei parchi regionali

LIVORNO. In Campania sono state avviate le procedure dei concorsi per i direttori delle 111 aree protette regionali e sono arrivate 2.300 domande di aspiranti direttori, 209 ad area protetta. L’associazione italiana direttori aree protette (Aidap), pur soddisfatta dell’avvio dei concorsi «esprime la propria costernazione di fronte alle lungaggini incontrate per avviare le procedure necessarie a nominare organi essenziali nelle strutture tecniche delle aree protette: nel 2002, non essendo stati ancora nominati i direttori e neppure i presidenti, a dieci anni dalla legge 33 che aveva istituito i parchi regionali, incominciava una fase commissariale conclusa nel 2004 per poi, nel 2005, su decisione della regione, distaccare pro-tempore al ruolo di direttori, alcuni funzionari».

Ed il presidente dell’Aidap, Ippolito Ostellino, è preoccupato anche per un altro aspetto della vicenda: «l’inquadramento previsto per i direttori – spiega - e quello previsto per i funzionari di categoria D per attività che assumono un ruolo chiaramente dirigenziale. In merito Aidap annuncia l’avvio di una fase di verifica atta a giudicare la correttezza degli inquadramenti destinati a un ruolo che la legge nazionale n. 394 definisce specificamente e che non può, secondo Aidap, essere ricondotta ad attività funzionariali».

Ma in Campania le cose non vanno bene nemmeno per i presidenti dei parchi: dopo un ricorso al Tar il Wwf, ha ottenuto l’annullamento delle nomine di due presidenti perché, secondo la legge regionale 33/93, il presidente dell’ente parco deve essere una persona che si è distinta per studio o attività nel campo della protezione dell’ambiente, mentre nessuno dei due presidenti nominati aveva queste caratteristiche.

«L’Aidap – dice Ippolito Ostellino - consapevole del fatto che tutti i 2.300 aspiranti direttori delle aree protette campane, nel richiedere di partecipare alle procedure concorsuali, siano spinti da importanti motivazioni (senza escludere l’interessante stipendio remunerativo corrisposto ai vincitori: circa 150 mila euro lordi all’anno) auspica che le modalità selettive premino e riconoscano le effettive esperienze e capacità tecnico professionali, data anche la chiara separazione che oggi dovrebbe contraddistinguere le funzioni direttive e dirigenziali da quelle amministrative e politiche».

Per l’Aidap quello del direttore di un ente parco «è un incarico strategico nella gestione dell’area protetta. Al direttore spetta, infatti, il controllo della spesa e dei fondi comunitari erogati dall’Unione Europea: per le riserve campane, quasi 100 milioni di euro l’anno. Per non perderli, nel 2002, si era dato avvio a quella fase commissariale illustrata precedentemente. Conoscendo lo stato dell’arte delle Aree protette della Regione Campania, alle quali la Regione destina ogni anno 129.000 o 189.000 euro (a seconda che siano minori o maggiori di 20.000 ettari) confida che le prove selettive per i direttori seguano logiche diverse da quelle che hanno ispirato la scelta precedente dei presidenti».

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