[23/08/2007] Rifiuti

Rifiuti di Bagnoli a Piombino, 4575 firme per chiedere il referendum

LIVORNO. Il consiglio comunale di domani a Piombino sulla vicenda dei rifiuti di Bagnoli che potrebbero andare a riempire le vasche di colmata del porto, forse non sarà quello del sì definitivo. «Io credo che il consiglio comunale non assumerà una delibera per dare mandato al sindaco di firmare l’accordo – spiega Rossano Pazzagli, del comitato No Fanghi – Questa almeno è stata l’impressione che ho avuto ascoltando l’intervento di ieri del sindaco Anselmi all’assemblea con i cittadini».

Il rinvio della decisione finale sarebbe sicuramente una mezza vittoria per il comitato, che stamani si è recato in comune a depositare le 4575 firme raccolte nelle ultime due settimane per dire no all’arrivo dei rifiuti napoletani: «Firme che ribadiscono – continua Pazzagli – quanto la popolazione del territorio sia preoccupata per le conseguenze di ordine ambientale ed economico che un’operazione del genere provocherebbe».
Le 4575 persone che hanno firmato l’appello del comitato chiedono anche un’altra cosa, ovvero che si vada a votare un referendum per esprimere la volontà o meno di accogliere questi fanghi, di fatto in cambio di soldi e opere pubbliche.

«Probabilmente domani in consiglio saranno votati soltanto degli ordini del giorno interlocutori – conclude Pazzagli – perché mi sembra che in Comune abbiano preso consapevolezza della preoccupazione diffusa dei cittadini e quindi della necessità di prendere un altro po’ di tempo per coinvolgere nella discussione anche altri enti, in particolare la Regione».

E proprio da Firenze è stata annunciata nella giornata di oggi una prima presa di posizione ufficiale sulla vicenda, mentre già da alcuni giorni gli uffici tecnici regionali stanno studiando l’elaborazione di una sorta di compromesso: alla base di tutto ci sarebbe l’inserimento, all’interno dell’operazione-fanghi, della gestione corretta dei rifiuti prodotti dallo stabilimento Lucchini (stimati ogni anno in circa un milione di tonnellate), che sono della stessa natura di quelli che arriverebbero da Napoli e per i quali non è mai stata trovata una soluzione adeguata.

E sulla questione interviene anche la Lista civica Per la tua Città che spiega in un comunicato: «Ben tre riunioni della IV comissione hanno preceduto questo Consiglio comunale (di domani ndr), ed in ciascuna di quelle riunioni abbiamo inultimente tentato di fare esprimere la stessa Commissione su una nostra iniziativa che richiedeva quantomeno una discussione su alcuni elementi di garanzia non rinunciabili a protezione di Piombino e dei suoi cittadini.

Ovviamente sentiamo il dovere di riproporre all’intero Consiglio ed ai cittadini le nostre richieste: immediata costituzione di un tavolo di confronto permanente che riferirà al Consiglio in plenaria con cadenza mensile; niente fanghi e/o rifiuti e/o materiale di colmata di provenienza non locale prima che le vasche di colmata in siano costruite e collaudate; nessun arrivo di materiale, comunque qualificato, prima che la piattaforma TAP o altro tipo di impianto sia costruito, collaudato e giudicato idoneo a trattarli; nessuno stoccaggio temporaneo di fanghi e rifiuti; fanghi e i rifiuti non devono essere stoccati nelle aree industriali in concessione alle acciaierie; i fanghi e i rifiuti non devono essere stoccati nelle aree protette con provvedimento regionale nella zona di Pontedoro; le analisi devono essere effettuate da una autorità indipendente; il tavolo individuerà entro 30 giorni da oggi l’autorità indipendente di controllo dei materiali; eventuale costruzione di un pontile dedicato allo sbarco del materiale di provenienza Bagnoli solo dopo l’esito positivo degli studi delle correnti e dei movimenti delle sabbie, con tutela totale della costa; no ai rifiuti già caratterizzati come pericolosi; indennizzi notevolmente più congrui, di quelli ipotizzati nell’accordo; tutela integrale delle iniziative e delle strutture turistiche da tempo presenti sulla Costa Est; individuazione di una task force formata da tecnici del Comune e/o contrattati ad hoc dal Comune che accompagni costantemente i lavori del tavolo stesso; assunzione delle decisioni da parte del tavolo solo su progetti esecutivi per tutti i singoli interventi, a qualunque fase riferibili e non su pre-progetti, progetti di massima o qualunque altro documento genericamente definibile come tecnico».

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