[22/08/2007] Aria

Dopo 20 anni il gas del lago Nyos fa ancora paura

LIVORNO. Mentre in Calabria l’Icram e l’Arpacal stanno analizzando i gas che fuoriescono dal fondo del porto turistico di Crotone, molto lontano dall’Italia torna di attualità il lago di Nyos, in Camerun, che diventò tristemente famoso nel il 21 agosto del 1986, a causa di una violenta e massiccia eruzione di gas tossici che provocarono la morte per asfissia di almeno 1746 persone. Ad oltre 20 anni di distanza, malgrado le operazioni di degassamento attuate dal 2001 da una equipe francese, il sito non è ancora totalmente sicuro. Secondo quanto detto ieri in una conferenza stampa a Yaoundé il ministro della ricerca scientifica e dell’innovazione del Camerun, Madeleine Tchuenté, ha detto che «in base ai rapporti che stiamo ricevendo, il tasso di saturazione in CO2 suscettibile di provocare l´instabilità del lago resta molto importanti. Questo tasso è valutabile intorno ai 300 milioni di metri cubi di gas, ed occorre ugualmente sapere che il tasso di ricarica è di circa 5 milioni di m3 per anno».

Il ministro ha quindi raccomandato l’installazione di «colonne addizionali che permetterebbero d’accelerare l’evacuazione di quel gas. Dobbiamo sapere che il gas s´accumulerà sempre sul fondo del lago e se raggiungerà il punto di saturazione, esploderà ancora liberando il suo gas tossico» che farebbe ancora più vittime che nel 1986.

Il governo del Camerun prevede di installare quattro colonne di degassamento supplementari. Il primo intervento fu finanziato dall’Agenzia Usa per lo sviluppo internazionale (Usaid), Francia e Giappone parteciparono al progetto.

Ma nell’area le preoccupazioni per il lago “assassino” rimangono, anche perché I ricercatori registrano scosse sismiche di media magnitudine che potrebbero anche provocare il cedimento della diga naturale in materiale piroclastico relativamente friabile che trattiene tra i 40 e 50 milioni di metri cubi d’acqua del lago, minacciando le vite di 10 mila abitanti che vivono più a valle, già nel territorio della vicina Nigeria.
Occorre fare prima della natura per trovare soluzioni, altrimenti si prenderà il suo spazio con i suoi imperscrutabili tempi.

Per alcuni scienziati il lago è molto giovane, avrebbe solo 500 anni, creato dalle eruzioni vulcaniche, e una nuova catastrofe sarebbe imminente, per altri lo sbarramento sarebbe vecchio di 10 mila anni e non ci sarebbe nessun pericolo di rottura della diga naturale. Il governo, per star tranquillo sta pensando di rafforzare gli argini con iniezioni di cemento ed arrestare così l’erosione progressiva.

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