[08/03/2006] Comunicati

Governo bocciato in ambiente dal Wwf

MILANO. La legislatura appena conclusa ha visto la modificazione della gran parte delle norme ambientali. Secondo il Wwf, «molte delle scelte economiche, dalle infrastrutture all’energia, sono state effettuate non considerando l’ambiente come riferimento prioritario, queste scelte politiche sono innanzitutto frutto di uno spostamento culturale che è avvenuto all’interno della nostra società e che ha portato a percepire l’ambiente come interesse secondario o rinunciabile rispetto ai valori dell’economia e dell’occupazione».
Proprio su questi temi verte «Politica e ambiente: bilancio della legislazione 2001-2006» curato dal segretario aggiunto Wwf Italia, Gaetano Benedetto e stampato da Edizioni Ambiente che è stato presentato oggi in una conferenza stampa a Milano (e domani lo sarà a Roma). Roberto Coizet, Presidente di Edizioni Ambiente, e il curatore del testo hanno descritto il panorama degli avvenimenti istituzionali in campo ambientale di questi ultimi cinque anni, cercando di capire se l’ambiente dopo questa Legislatura sia più o meno protetto e cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo futuro. Per il Wwf, dopo anni di conquiste dovute alle pronunce della Corte Costituzionale che hanno sempre più rafforzato gli strumenti di tutela ambientale, la stagione 2001-2006 è stata caratterizzata da una vera e propria controriforma con modifiche radicali mai registrate prima, da cui l’insieme della tutela dei beni ambientali e culturali dell’Italia ne esce fortemente minata.
«E’ opinione corrente che la XIV legislatura verrà ricordata come quella che ha introdotto maggiori modifiche nel campo della scuola, delle telecomunicazioni, della giustizia, delle riforme costituzionali – ha dichiarato Gaetano Benedetto – purtroppo non è così. Le modifiche normative più radicali sono state fatte proprio in campo ambientale, “camuffate” da una veste di “semplificazione” e di adeguamento alle normative europee, rispetto alle quali l’effetto-collisione è forse l’aspetto più grave».

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