[03/08/2007] Parchi

Pecoraro Scanio: «Il decreto su Zps e Sic rappresenta una svolta decisiva»

LIVORNO. Wwf, Italia Nostra e Lipu si lamentano per il rinvio a settembre del decreto su Sic e Zps che Pecoraro Scanio ha illustrato l’1 agosto in Conferenza Stato regioni e il ministro dell’ambiente spiega che «per motivi di rispetto ed opportunità istituzionale, ho ritenuto di dover accogliere la richiesta del presidente Errani di poter disporre di qualche ulteriore settimana di riflessione e di consentire alla Conferenza Stato regioni di pronunciarsi in una prossima seduta, magari appositamente convocata tra la fine di agosto ed i primi di settembre».

Quindi a settembre forse ci sarà il verdetto definitivo sullo schema di decreto predisposto che stabilisce le misure minime di conservazione per le 2870 aree tutelate dall’Unione Europea come Zone di protezione speciale (Zps) e Siti di importanza comunitaria (Sic) e che deve essere obbligatoriamente emanato, spiega una nota di Pecoraro Scanio, «in attuazione della legge finanziaria 2007 che attribuisce al ministero dell’ambiente il compito di fissare, con apposito decreto ministeriale, i criteri minimi per la tutela della Rete Natura 2000, criteri minimi che dovranno poi essere recepiti dalle regioni con propri provvedimenti. In tal modo si intende uscire dalla procedura di infrazione 2131/2006 aperta dall’Unione Europea contro l’Italia anche per l’assenza di questi criteri di conservazione».

Una decisione, quella di affidare la materia a Pecoraro Scanio, da sempre osteggiata dalle associazioni venatorie che chiedono più poteri alle regioni e più concertazione.
Eppure il ministro dell’ambiente nella Conferenza Stato regioni ha rivendicato proprio «l’importante lavoro svolto ed il lungo percorso di concertazione che lo hanno contraddistinto, in cui sono state raccolte osservazioni formulate da regioni, categorie sociali, mondo della scienza ed in cui si è operato in modo proficuo con il ministero delle politiche agricole».

Ma Pecoraro sembra respingere anche i mugugni e le insoddisfazioni di una parte degli ambientalisti che chiedevano un maggiore coraggio nel respingere le richieste delle regioni, viste come teste di ponte dei cacciatori. «Il risultato è un provvedimento di alto contenuto – si legge in una nota del ministero dell’ambiente - efficace ed adeguato al superamento delle osservazioni negative dell’Unione Europea anche perché con questa preventivamente verificato. Si ritiene che, a parte il contenzioso comunitario, il decreto possa anche rappresentare una svolta decisiva in una questione per troppi anni rimasta insoluta: la nascita concreta, in Italia, della rete per la tutela della biodiversità».

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