[02/08/2007] Acqua

Emergenza idrica, manca un regolamento attuativo, ma cosa cambierebbe?

FIRENZE. Sul Tirreno di oggi, in un intervento il presidente di Cispel De Girolamo afferma giustamente che è necessario parlare di investimenti per il servizio idrico che sono necessari per migliorare qualità del servizio ai cittadini, tutelare la risorsa e l’ambiente.

I soldi necessari non si possono prendere tutti dalla tariffa, Cispel lo ha dichiarato da qualche tempo, ma Federutylity in un convegno della scorsa settimana affermava che c’è ancora margine per ulteriori aumenti e non ha parlato di sostenibilità della tariffa. Serve un piano straordinario per trovare risorse da varie fonti di finanziamento oltre che dalla fiscalità generale, afferma Cispel e ci pare una proposta sensata perché solo in modo sinergico si possono reperire le risorse necessarie.

Naturalmente, contemporaneamente, è necessario appurare che questi investimenti siano ben finalizzati dato che non tutte le infrastrutture sono necessarie ed è sempre importante ricordarsi dell’opera di manutenzione che è prioritaria nel nostro Paese. E poi è importante valutare l’efficienza dei gestori dato che mancano indicatori di tipo qualitativo in tal senso come riferiva il presidente Anea in un’intervista a greenreport di qualche giorno fa.

Siamo in estate, in un Paese del Mediterraneo e in certe aree manca l’acqua: è successo in maniera più marcata nel 2003, ma basta ripercorrere le rassegne stampa dell’anno scorso per vedere più o meno lo stesso tipo di contenziosi. Non ci si deve rassegnare e per questo domandiamo: i gestori hanno fatto tutto il possibile? In attesa di una normativa che regoli tutto il settore delle acque, in Toscana abbiamo una legge per l’emergenza dedicata al settore idropotabile e Cispel lamenta la mancanza del regolamento attuativo.

Giusto provvedere, ma in sostanza con il regolamento cosa cambierebbe? Anche i gestori potranno operare nella vigilanza, controllare che non ci siano sprechi ed eventualmente fare sanzioni. Bene, ma è tutto qua il problema della carenza di risorsa idrica? Non ci risulta. Gli strumenti a questo punto pare che ci siano, normativi e deliberativi e la conferma viene oggi dall’Autorità di ambito del medio Valdarno.

«L’assemblea di ATO 3 Medio Valdarno dello scorso 11 luglio ha approvato il Piano per l’emergenza idrica preparato dal gestore del servizio idrico integrato, Publiacqua. Adesso l’azienda deve attivarsi per superare le criticità che si sono manifestate in alcune aree, prevalentemente montane, del Medio Valdarno – dichiara Gianni Del Vecchio, presidente di Ato 3. – Il gestore deve rendere esecutivo il Piano, ci sono tutte le condizioni per cui una fase acuta sia affrontata con tutti i mezzi a disposizione, così come prescrivono la legge regionale sull’emergenza idrica dello scorso maggio e la delibera dell’Ato 3. Il sistema degli investimenti e la loro realizzazione è in funzione dell’approvvigionamento, del mantenimento dei livelli di servizio e quindi del superamento dei problemi, delle emergenze che creano forti disagi agli utenti». L’invito dell’Ato pare quanto mai opportuno: è necessario passare dalle parole ai fatti e rispettare gli obblighi contrattuali.

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