[01/08/2007] Rifiuti

La miniera danneggia due torrenti e il comune di Roccastrada chiede i danni

ROCCASTRADA (Grosseto) . Il Comune di Roccastrada ha aperto da tempo un contenzioso con la Caolino d’Italia S.r.l. per i danni ambientali ai torrenti Rigualdo e Farma, che avrebbe provocato in località Piloni l’attività una miniera di caolino (un minerale silicatico delle argille che viene utilizzato per produrre ceramiche, carta, dentifrici e coloranti), senza che la ditta avesse mai effettuato la Valutazione di impatto ambientale richiesta dal comune.
L’amministrazione comunale ha commissionato uno studio da utilizzare nell’iter legale ad un pool di esperti di alto livello: Silvano Focardi, rettore dell’università di Siena e di recente nominato presidente dell’Icram, Gianpaolo Salmoiraghi, dipartimento di biologia evoluzionistica sperimentale dell’università di Bologna, Eros Aiello, della Commissione grandi pischi della presidenza del Consiglio dei ministri, Davide Baroni dell’università di Siena e Adriana Locascio dell’università di Bologna.

«Per stimare l’entità del danno ambientale causato dalle attività estrattive di caolino, operate – si legge in un comunicato del comune di Roccastrada - sono state analizzate in dettaglio le condizioni idrobiologiche dei torrenti Rigualdo e Farma e le condizioni chimiche dei loro sedimenti.Identiche analisi di confronto sono state condotte sui corsi d’acqua Gretano e Beccaraio, non direttamente interessati dagli impatti generati dalla miniera e corrispondenti a condizioni di “naturalità”. È opportuno premettere che gli ambienti monitorati hanno una importante valenza naturalistica in quanto il Torrente Farma è Sito di importanza regionale e comunitaria (Sir-pSic), per il quale vale uno specifico regime di tutela; il Torrente Rigualdo è compreso nel Sir-pSic “Val di Farma” limitatamente al suo tratto inferiore».

Dalle indagini risulterebbe che 2.636 metri del corso del Riguardo e 3.120 del Farma «sono stati alterati per il depauperamento della varietà complessiva di invertebrati bentonici che ha comportato l’alterazione dell’equilibrio trofico funzionale, la riduzione della biodiversità, il calo della densità e della biomassa, la diminuzione del valore dell’Indice biotico esteso e, infine, il peggioramento della classe di qualità. Inoltre, negli stessi ambiti spaziali, sono stati rilevati depositi di materiale fine e ammassi sabbiosi che hanno portato un evidente disequilibrio a carico dello stato di qualità degli alvei e delle fasce riparie con alterazione della funzionalità e del grado di naturalezza. Le alterazioni provocate sono anche causa di una perdita della fruibilità dei corsi d’acqua, riducendone l’interesse ai fini turistici-ricreativi».

Insomma, la miniera di caolino avrebbe provocato una diminuzione delle qualità chimico-fisica dell’intero ambiente fluviale e della suo valore ecologico del sistema, con un incremento dei livelli di Arsenico e Mercurio nei sedimenti del Rigualdo e con l’alteazione del contenuto di solidi sospesi totali, che favorisce la dispersione di tali sostanze nel torrente Farma.
Ma la miniera ha cambiato sostanzialmente anche le caratteristiche idrauliche del Rigualdo, con interrimento e modifiche morfologiche, mutando l’equilibrio del corso d’acqua, provocando franisità, ruscellamento, erosione diffusa ed esondazioni.

«In questo contesto tecnico-scientifico – spiaga il comune di Roccastrada - ci si è astenuti dal trasformare direttamente l’effetto ecologico in danno economico in quanto sarebbe risultato difficilmente condivisibile perché privo di un intrinseco valore commerciale. Dunque, ai fini della stima del danno ambientale complessivo, le indagini ecologiche condotte sono servite sia a quantificare con precisione l’entità delle alterazioni, sia ad individuarne in dettaglio l’estensione spaziale».

L’amministrazione comunale ritiene che «i danni ambientali rilevati e documentati siano prevalentemente reversibili, seppure in tempi medio-lunghi, e qualora siano adottati tutti i possibili sistemi di messa in sicurezza dell’area mineraria e si eseguano specifici interventi da condursi con tecniche a basso impatto» e snocciola le cifre per una possibile . messa in sicurezza, ripristino, monitoraggio e compensazione del danno ambientale: 2.855.919 euro, dei quali 439.669 dovrebbero servire a realizzare un’area umida che compensi i disequilibri rilevati nei torrenti Rigualdo e Farma.

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