[01/08/2007] Energia

In Abruzzo moratoria sull’idroelettrico. Aper annuncia battaglia

LIVORNO. Sembrano la bella di Campiglia: tutti le vogliono e nessuno (o quasi) le piglia. Parliamo delle energie rinnovabili per le quali ambientalisti e partiti sollecitano a livello nazionale gli amministratori locali, le regioni e il governo a muoversi velocemente per centrare gli obiettivi di Kyoto e quelli dell’Unione Europea ma poi, quando i progetti vengono proposti, spesso trovano localmente l’opposizione degli ambientalisti che sul posto rappresentano quelle associazioni e degli amministratori che quei partiti hanno fatto eleggere.

Dopo che la Corte Costituzionale ha bocciato la moratoria sull’eolico in Puglia, ci riprova l’Abruzzo che, secondo l’Aper, l’associazione dei produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili, determinerebbe «con l’approvazione della Legge Regionale n. 17 del 25/06/2007, un sostanziale blocco del settore idroelettrico. L’articolo 8 di tale provvedimento prevede infatti la sospensione del rilascio di nuove concessioni di derivazione e la sospensione dei decreti di concessione già rilasciati laddove non siano ancora iniziati i lavori di cantiere».

Per l’Aper, che annuncia battaglia legale contro il provvedimento abruzzese, cambia solo il bersaglio, dall’eolico all’idroelettrico, ma non l’atteggiamento sostanzialmente contrario e i ritardi delle pubbliche amministrazioni per lo sviluppo delle energie rinnovabili: «Alla base di questo provvedimento sembra che ci sia, ancora una volta, la mancanza di un’adeguata pianificazione delle risorse disponibili sul territorio; la pubblica amministrazione ritiene così di tutelare l’interesse pubblico bloccando qualsiasi iniziativa nel settore. La regione Abruzzo, infatti, non ha ancora approvato il Piano di tutela delle acque e il Piano energetico regionale vigente risale al 2001».

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