[31/07/2007] Comunicati

Biodiversità: 7 associazioni contro due deputati di Ds e Fi

LIVORNO. Mentre Italia Nostra Lipu e Wwf chiedono a gran voce al governo di far presto ad approvare il decreto su Natura 2000 arriva in Palamento una risoluzione bipartisan presentata dal lombardo Alberto Angelo Zucchi (Ds-Ulivo) e dal siciliano Filippo Misuraca (Forza Italia) in Commissione agricoltura della Camera proprio per bloccare l’emanazione dello stesso decreto.
Ma le associazioni ambientaliste non ci stanno ed anzi il fronte si allarga: oggi Wwf, Lipu, Italia Nostra, Animalisti Italiani, Enpa, Vas, Lav e Lac hanno inviato congiuntamente una lettera ai deputati delle Commissioni ambiente e agricoltura della Camera per chiedere che le risoluzioni presentate vengano respinte.

«Si tratta scrivono le associazioni - di una manovra inopportuna, che giunge a pochi giorni dall’emanazione del decreto da parte del Ministro dell’ambiente, previsto all’articolo 1, comma 1226, dell’ultima legge Finanziaria, introducendo aspetti non previsti dalla legge (come ad esempio il vincolo dell’intesa con le regioni) con il chiaro fine di ostacolare l’uscita del decreto. Decreto che peraltro è il risultato di una lunga ed ampia concertazione con regioni e categorie sociali».

I due parlamentari sembrano raccogliere le sollecitazioni delle associazioni venatorie per cercare di bloccare, per poi farlo decadere, il decreto fin dall’odierna discussione nelle Commissioni congiunte, questo secondo gli ambientalisti comporterebbe «almeno due gravi conseguenze: la condanna sempre più probabile e diremmo certa del nostro Paese, per via della procedura di infrazione 2131/06 (che ha nella previsione dei criteri minimi di tutela uno dei punti nevralgici), e l’aggravarsi del caos normativo già in atto. Infatti, in assenza del previsto decreto ministeriale, per i siti della rete Natura 2000, sarebbero oggi vigenti, come definito da ormai numerose sentenze dei Tar, le misure di salvaguardia della legge quadro sulle aree protette (L. 394/91), tra le quali il divieto assoluto di caccia. Ciò significa, ricordano le associazioni, che a pregiudicare l’avvio della prossima stagione venatoria sarebbe proprio la mancata emanazione del decreto, e non già l’adozione del medesimo».

Ma per le associazioni ambientaliste ed animaliste lo stop al decreto ritarderebbe soprattutto la piena applicazione in Italia «di quello strumento serio per la conservazione della biodiversità quale è la Rete Natura 2000, in attuazione delle direttive Uccelli e Habitat. Evento che l’Italia attende da troppo tempo, avendo fin’ora registrato gravi danni alle specie e alle aree naturali più preziose del nostro Paese».

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