[07/03/2006] Urbanistica

Costruire seconde case non rende pi¨? Facciamo i porti turistici!

PORTOFERRAIO (Livorno). Ho letto quanto scritto da Massimo Zucconi in merito alla strategia per la realizzazione di attrezzature per la nautica da diporto. Concordo pienamente con quanto detto da Zucconi, ritengo che anche Piombino debba fare uno sforzo per costruire una relazione, che fino ad ora non c´Ŕ stata, con il porto commerciale (nella foto) e forse in questo contesto pu˛ trovare il modo di realizzare anche le attrezzature per la nautica da diporto.

Realizzare una struttura a bocca di Cornia al di lÓ del contesto ambientale e geomorfologico appare a prima vista una ipotesi slegata da qualsiasi logica di interrelazione urbana: se deve essere un´approdo appare discutibile, considerata la vastitÓ delle aree industriali anche dismesse esistenti; lo stesso se si deve pensare ad un "distretto produttivo", di cui peraltro sarebbe bene capire anche quale sia la reale dimensione economcia ed occupazionale.

Non vorrei -e lo dico in generale non solo per Pionbino-, che esaurita la fase delle seconde case, si definisca il porto o l´approdo turistico come la nuova frontiera dello sviluppo economico, che in realtÓ sembra apparire, come lo Ŕ stato per le seconde case, una nuova occasione di valorizzazione fondiaria ed immobiliare se non proprio di speculazione.

Ci sarebbe infine da interrogarsi, viste le cose che dice Zucconi, sull´estemporaneitÓ delle proposte che lo stesso individua molto bene, se non sia stato un errore, con la legge regionale 5/95 prima e con la legge 1/2005 ora, aver depotenziato i Piani territoriali di coordinamento che dovevano perseguire la reale riconnessione delle politiche economiche e di quelle territoriali.

* Mauro Parigi Ŕ architetto e dipendente del Comune di Portoferraio

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