[31/07/2007] Comunicati

Sviluppo sostenibile nell´Est, 976 milioni di finanziamenti

LIVORNO. La Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) ha presentato il rapporto 2006 che quest’anno focalizza l´attenzione sull´energia sostenibile, in particolare con un´analisi degli investimenti della banca per quanto riguarda l’efficienza energetica e l´energia rinnovabile. La relazione evidenzia come la banca – che agisce con i suoi finanziamenti nel Paesi dell’Europa dell’Est e dell’Asia (in tutto 29 nazioni) - tenga conto delle problematiche ambientali e sociali nello sviluppo di nuovi progetti.

Nel 2006 i finanziamenti concessi dalla banca sono stati pari a 4.9 miliardi di euro. Dei quali 976 milioni per progetti di miglioramenti/sviluppo dell’ambiente così suddivisi: 872 in progetti con specifico focus sull’ambiente, incluso efficienza energetica, rinnovabili e infrastrutture urbane (18% del totale); 104 milioni per progetti legati a miglioramenti ambientali o comunque relativi al settore.

Nello specifico i finanziamenti per l’energia (compresa quella rinnovabile) ammontano a 398 milioni; 307.1 quelli nelle infrastrutture (riscaldamento, rifornimento idrico, depuratori, rifiuti solidi e trasporti urbani); 77.2 nel manifatturiero (miglioramenti ambientali); 71.1 nell’efficienza energetica (incluso energia rinnovabile); 26.4 nell’agrienergia.

La banca rinnova la propria strategia nei paesi di azione ogni due anni. Nel 2006 ha cambiato quella per la Mongolia in particolare, ma anche per Albania, Bielorussia, Estonia, Former Repubblica Jugoslava di Macedonia, Georgia, Kazakhstan, Lituania, Polonia, Russia, Repubblica Slovacca, Slovenia e Turkmenistan.

Gli investimenti sulla sostenibilità ambientale fatti dalla Banca spaziano davvero in tutti i campi. Va segnalato, infatti, che l’azione non trascura il trasporto pubblico per ridurre l’inquinamento dell’aria, la costruzione di depuratori, ma anche impianti di trattamento per rifiuti come cogeneratori (in Ucraina ad esempio) e compostatori. Come detto l’efficienza energetica è uno dei settori sui quali si è investito di più, in particolare in aiuto di aziende di grandi dimensioni. E nel rapporto viene citato il caso dell’industria Ucraina del vetro Vetropack Gostomel che, grazie ad un investimenti di 22 milioni di euro dati dalla Bers ha tagliato i costi dell’energia di un terzo.

Buoni risultati – grazie agli investimenti – si stanno ottenendo anche nel riciclo del vetro e della carta.
Un quadro incoraggiante, dunque, ma non mancano neppure qui le contraddizione. Ad esempio il progetto denominato “Open business in Mongolia” prevede di finanziarie tra le altre cose le infrastrutture dette ‘vitali’ come strade e rifornimento idrico. Segnaliamo che la Bers (Sole24ore di oggi) sta pure finanziando quattro progetti di grandi infrastrutture stradali anche in Russia.

Non sapendo, nello specifico, che cosa si intenda effettivamente per ‘infrastrutture vitali’ osserviamo che il mercato dell’asfalto sta crescendo tantissimo proprio nell’Est tanto che c’è chi si lamenta che le industrie italiane non siano ancora state in grado di cogliere fino in fondo questa opportunità. Dunque, sapendo bene quali siano le condizioni di certi paesi dove mancano effettivamente infrastrutture vitali, non vorremmo che alla fine spingendo troppo su questo tasto si andasse verso una replica del modello di mobilità occidentale. Che non è affatto da prendere come esempio. Tanto che chi lo ha fatto e lo continua a fare – vedi Cina e India - già ne paga le conseguenze e ben sappiamo poi alle nostre latitudini quali siano i livelli di smog e di incidenti stradali che abbiamo raggiunto.

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