[30/07/2007] Parchi

Federparchi contro Pecoraro: «No all´affidamento di Amp all´Apat»

ROMA. La Direzione protezione natura del ministero dell’ambiente ha indicato « la necessità in via straordinaria ed al fine di garantire la funzionalità delle aree marine protette» di affidarne alcune all’ Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat) e il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha firmato i provvedimenti che affidano la gestione temporanea delle aree marine protette delle isole Egadi, Capo Gallo - Isola delle Femmine e dell’isola di Ustica all’Apat, «nelle more che si chiarisca la corretta interpretazione delle orme relative agli affidatari della gestione stessa».

Una decisione che Federparchi definisce «Una inaccettabile forzatura, che tradisce lo spirito della normativa sulla gestione delle Aree marine protette e mortifica il ruolo degli enti territoriali» ed esprime un «profondo dissenso rispetto alla scelta operata dal ministero dell´ambiente, motivata anche dalla necessità di evitare conflitti di competenze e confusione di ruoli. Uno dei compiti istituzionali dell´Apat – sottolinea Federparchi - é infatti quello di supportare il ministero nell´elaborazione di linee guida e nella formulazione di strategie nei vari settori ambientali: non può certo accompagnarsi a ciò un ruolo di "soggetto gestore" che, oltre a non essere compreso fra quelli istituzionalmente previsti, non può che provocare problemi organizzativi ulteriori».

La Federazione di parchi italiani riconosce che l’Apat «rappresenta certamente una garanzia dal punto di vista delle competenze tecnico-scientifiche, ma permane una struttura centralizzata, senza alcuna vera possibilità operativa in ambito locale, neppure di carattere straordinario e transitorio. La Federparchi chiede un incontro urgente con il Ministro dell´Ambiente per la costituzione di un tavolo tecnico che affronti immediatamente non solo l´affidamento in gestione "straordinaria” delle riserve marine, ma anche la situazione dell´intero sistema che un "documento di strategia politica per il 2008" dello stesso ministero definisce "gravissima", oggi in grande sofferenza per molteplici concomitanti aspetti, sia normativi che strutturali che economici».

Una interpretazione ben diversa da quella del ministero dell’ambiente che il 4 luglio aveva comunicato che «la scelta di affidare all’Apat, in via transitoria, la responsabilità della gestione di tali aree marine protette è stata compiuta alla luce delle competenze e delle funzioni squisitamente tecnico-operative proprie dell’Agenzia ed in relazione a quanto indicato dalla relazione della direzione generale del ministero, con lo scopo di garantire una gestione che risulti omogenea e coerente con gli obiettivi istituzionali propri delle aree marine protette della salvaguardia e tutela del patrimonio naturale esistente. Inoltre, il ministro dell’ambiente ha richiesto all’Apat di operare valorizzando le competenze e con una grande capacità di ascolto del territorio».

Pecoraro Scanio ha anche sollecitato la Direzione protezione natura del suo ministero «a definire nuove iniziative e risorse per rilanciare gli impegni riguardanti le aree marine protette del Plemmirio, di Lampedusa e delle Isole Ciclopi e di accelerare le procedure di istituzione delle nuove aree marine protette richieste anche dagli enti locali siciliani».

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