[25/07/2007] Rifiuti

Bonifiche Sin, importante sentenza del Tar della Sicilia

LIVORNO. Con sentenza 20.7.2007 il Tar Sicilia ha pronunciato un’importante sentenza sullo scottante argomento delle bonifiche dei siti di interesse nazionale (Sin), argomento che, come è noto, interessa molte aziende livornesi .

La sentenza riguarda la rada del porto di Augusta, ma, per gli argomenti trattati e per la completezza delle motivazioni (250 pagine) certamente costituisce una pietra miliare nella controversa materia delle bonifiche, che impattano pesantemente sia sulle attività portuali che su quelle industriali.Le Aziende ricorrenti avevano denunciato la violazione del d.leg.vo n.152/2006 più conosciuto come “Codice Ambientale” o “Decreto Matteoli” , per avere il Ministero dell’Ambiente imposto oneri di bonifica non dovuti in quanto relativi a fatti di inquinamento non attribuibili a loro responsabilità e che la tipologia e le modalità degli interventi, così come imposti dal Ministero, sarebbero stati affidati a tecniche non efficienti e pericolose per l’ambiente e per la salute umana.

Il primo aspetto trattato riguarda l’applicazione della normativa di cui al Decreto Matteoli che il Tribunale ritiene pienamente applicabile ai procedimenti amministrativi in corso.Da questo deriva che sono illegittime le determinazioni amministrative che pongono in tutto o in parte a carico del proprietario o del detentore dell’area i costi e gli oneri, anche procedurali, di bonifica dei suoli e dei danni derivanti dall’inquinamento. Quindi a meno che non sia dimostrata una situazione di responsabilità diretta dei proprietari o dei conduttori o concessionari, la bonifica resta a carico della P.A.

In ogni caso è da ritenersi necessaria ed inderogabile la partecipazione dei privati titolari di diritti reali sui fondi oggetto di bonifica (o comunque sui fondi nei quali sono localizzate o localizzabili le fonti di inquinamento) al procedimento amministrativo per l’adozione dei provvedimenti di bonifica e disinquinamento, sia al fine dell’accertamento della responsabilità, che a quello della determinazione delle modalità e dei costi di bonifica.Queste rivoluzionarie conclusioni, sono da attribuire, alla nuova normativa introdotta con il decreto legislativo n.152/06 dell’allora Ministro dell’Ambiente Altero Matteoli che aveva introdotto il principio del “chi inquina paga”, in luogo della responsabilità oggettiva che, con la precedente normativa, puniva “automaticamente” il proprietario del terreno inquinato, per il solo fatto che fosse proprietario.

*Presidente di Confindustria Livorno

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