[23/07/2007] Recensioni

La Recensione. Uscire dal petrolio a cura di Stefano Ciafani ed Edoardo Zanchini

Se qualcuno è ancora convinto che gli ambientalisti siano capaci solo a dire no, forse ci ripenserà arrivato alla fine di “Uscire dal Petrolio” un libro scritto a quattro mani da Stefano Ciafani ed Edoardo Zanchini, della segreteria nazionale di Legambiente, che mettono in fila tutti i vantaggi economici e per l’innovazione reale dell’industria del nostro Paese che deriverebbero dalla scelta di uscire gradualmente (e nemmeno tanto) dalla dittatura del petrolio per realizzare un modello energetico basato sulle fonti energetiche rinnovabili, la ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio e sulle potenzialità del sistema di generazione distribuito.

Un libro che, pubblicato nel 2004, è ancora attualissimo perché ha il pregio di preconizzare gran parte di quelle misure che il Protocollo di Kyoto ha messo in campo solo nel 2006 e che l’Unione Europea ha rafforzato con le sue recenti direttive e raccomandazioni.

Il libro (110 pagine al prezzo di 12 euro) fa parte della collana “I quaderni di Legambiente” e mette con semplicità di linguaggio e grafici e cartografie leggibilissimi il tema dell’energia al centro dell’attenzione come il grande tema ambientale per il nostro Paese. Un problema mondiale che con il crescente costo del petrolio, provoca guerre per il controllo delle risorse ed ha contribuito fortemente ad innescare l’effetto serra ed i cambiamenti cambiamenti climatici ai quali i governi e le industrie più lungimiranti tentano di porre un argine.

Ciafani e Zanchini guardano a questo scenario con un cauto ottimismo della volontà, e con uno sguardo attento alla misconosciuta realtà energetica del nostro Paese, svelando alcune false convinzioni e miti come quello dell’efficienza energetica dell’Italia e della sua industria.

Un libro che forse in alcune pagine può apparire leggermente datato ma che ci fa scoprire che avevamo dimenticato quanto il precedente governo avesse ignorato obblighi e protocolli internazionali. Chi si ricorda ormai il decreto “sblocca centrali” che proponeva un rilancio del carbone che fa impallidire le disponibilità di Bersani e che avrebbe reso irraggiungibile per l’Italia quel 20% di riduzioni richiesto dell’Ue entro il 2020?

Un libro diviso in due grandi parti: il quadro nazionale e le nuove prospettive delle fonti rinnovabili e che mette in fila tutte le fonti di energia alternative, perché la filosofia per uscire dalla “droga” petrolifera è quella di puntare ad un mix energetico di rinnovabili, e che racconta di “buone pratiche” e di progetti realizzati positivamente in Italia ed in Europa e facilmente replicabili nelle aree urbane italiane: regolamenti comunali per favorire le energie rinnovabili; case a forte risparmio energetico, bioedilizia.

«Nei diversi capitoli – spiega Zanchini – si affrontano le tesi che caratterizzano il dibattito italiano sull’energia per dimostrane le non veridicità: non è vero che è inevitabile un forte aumento dei consumi energetici, non servono decine di nuove centrali termoelettriche, mentre le fonti rinnovabili possono essere una prospettiva concreta».

“Uscire dal petrolio” non nasconde le simpatie per l’eolico, considerata come la fonte più “matura”, dei due autori e di Legambiente che evidenziano le grandi potenzialità (e i grandi ritardi) per l’energia prodotta dal vento nel nostro Paese, ma che propone una ricetta complessiva fatta di sole, acqua, vento, geotermia e risparmio, per dimezzare la dipendenza dell’Italia dal petrolio e dalle altre fonti fossili, con soluzioni a portata di mano sia da un punto di vista tecnologico che economico, semplici ma difficili da mettere in campo in quello che nel libro appare come un paese senza una vera bussola in campo energetico.

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