[19/07/2007] Urbanistica

Firenze, ancora sulla tramvia e sugli alberi da abbattere

FIRENZE. Che la tramvia a Firenze debba essere realizzata completamente è cosa per noi assodata. Non risolverà tutti i problemi della mobilità cittadina ma dovrebbe costituire l’asse portante a cui associare altri provvedimenti sui quali adesso non entriamo. Che debba essere realizzata con il minore impatto possibile in fase di cantierizzazione e coinvolgendo in percorsi partecipativi la popolazione, è fatto altrettanto assodato. Che il titolare dell’assessorato all’ambiente del comune di Firenze non sia un “deforestatore”, è la sua storia li a dimostrarlo.

Ma sulla questione del taglio degli alberi in viale Morgagni, che ha destato tanto scalpore, ci pare si confondano vari piani: analisi tecniche, scelte politiche, conti che non tornano. Secondo l’amministrazione sono 165 le piante rimaste, delle quali 11 da abbattere entro breve termine e 63 hanno problemi piuttosto seri. Il comune fa sapere che la tecnica usata per la valutazione degli aspetti fitosanitari è quella del resistograf, che consente di prelevare un leggero strato di pianta al colletto e al fusto, dato che non è sempre facile infatti percepire ad occhio nudo se un albero è malato oppure no.

Sempre l’amministrazione ci fa sapere che la tramvia è un´occasione per fare un investimento sulle alberature, sostituendole e rinnovandole con alberi coetanei e più adatti, ma che nello specifico (viale Morgagni) la tramvia non inciderebbe sulle alberature se non all´altezza delle fermate.

Nel frattempo il capogruppo dell´Udc in consiglio comunale, Mario Razzanelli, ha commissionato uno studio sulle alberature di viale Morgagni (studio svolto nel mese di luglio) ad un professionista iscritto all´albo dei dottori Agronomi e dei dottori Forestali della provincia di Firenze. Durante lo studio sono stati censiti 69 lecci, 53 bagolari, 16 cipressi e 2 platani (totale 140) e sono stati scoperti due alberi "monumentali": un leccio e un platano. Il professionista ha valutato lo stato fitosanitario e di stabilità meccanica degli alberi ed ha rilevato che il 91% degli alberi di viale Morgagni è sano, che il 4% ha bisogno di ulteriori esami e che il 5% è da sostituire.

Nello specifico, 128 alberi sono risultati sani, 5 vanno ulteriormente analizzati e soltanto 7 (si tratta di lecci, di cui 3 ubicati nella prima parte dell´alberata e 4 nella seconda) vanno abbattuti. Il tecnico forestale dichiara «Le alberature nel Viale Morgagni godono, in linea generale, di buona salute. La situazione è comunque migliorabile provvedendo nei pochi casi di alberi che necessitano d´essere sostituiti e garantendo cure e sorveglianza agli altri. In particolare, con la ripulitura periodica delle chiome ed il miglioramento delle sedi d´impianto attraverso la rimozione d´asfalto, la decostipazione del suolo e l´allestimento di protezioni dei fusti degli alberi».

In base a questi dati il committente dello studio (Razzanelli) si scatena «Le bugie dell´amministrazione sono state smascherate. A questo punto, non ci resta che fermare lo scempio, prima che sia troppo tardi. Oltre ad abbattere il 91% di piante sane, vogliono buttar giù anche due piante monumentali. Siamo veramente alla follia! Ma lo sanno i nostri amministratori che gli alberi sono fondamentali per contrastare l´inquinamento. La smettano di prenderci in giro, dicendoci che quegli alberi vanno abbattuti perché malati. La verità è che l´Amministrazione comunale, pur di costruire l´inutile tramvia, butterebbe giù tutti gli alberi e, chissà, magari anche qualche monumento. Mi auguro- conclude il capogruppo Udc- che chi ha il potere d´intervenire lo faccia quanto prima».

In conclusione cosa abbiamo capito: che in viale Morgagni non si sa quanti alberi ci sono (165 o 140?); l’amministrazione vuole abbattere subito 11 piante, mentre secondo la controparte sarebbero 7 quelle da “decapitare” immediatamente; secondi i conti dell’amministrazione quasi un altro 40% è messo molto male, dato che non trova riscontro nella perizia fatta fare da Razzanelli; non si sa se le due tecniche di analisi siano confrontabili. Come minimo un approfondimento sulla questione tecnica delle alberature deve essere fatto: tutto il resto spetta al campo delle scelte politiche ed amministrative: oneri ed onori a chi governa, diritto di dissentire a chi (in minoranza) è all’opposizione.

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