[19/07/2007] Rifiuti

Anselmi sui rifiuti di Bagnoli: piano, con giudizio, ma avanti...

LIVORNO. L’ultima novità sui rifiuti di Bagnoli è quella arrivata nella tarda serata di ieri: dall’accordo di programma sul trasferimento a Piombino scompaiono i 560mila metri cubi di sedimenti pericolosi previsti dal dragaggio del porto di Napoli. Partiamo da questa notizia per fare il punto della situazione con il sindaco di Piombino Gianni Anselmi.

Che ne pensa di questa decisione del ministero?
«Diciamo che la complessità dell’operazione, oltre a quelli qualitativi, ha anche aspetti quantitativi. Se si riesce, come fatto, ad alleggerire questa quantità, ben venga. Il trattamento di questi materiali pericolosi era infatti uno dei pezzi più complicati, ora che non ci sono più diciamo che si ‘semplifica’ un po’ l’operazione».

Quali sono le prossime mosse? Restano ancora in piedi per lei le date del 23 o del 27 luglio per il consiglio comunale?
«Domani sarò in consiglio provinciale. Poi farò due assemblee pubbliche che devo ancora calendarizzare perché voglio avere almeno la bozza allegata al progetto. Incontrerò anche i sindacati di categoria e le associazioni tutte, e ci sarà un passaggio in IV Commissione. Dopo di ché vedremo se sarà arrivato il momento di convocare il consiglio comunale. Non ci sono quindi scadenze precise e il 23 non era una data già fissata».

Di fatto gli ordini del giorno passati nell’ultimo consiglio comunale aperto su una cosa concordavano: c’è bisogno di più informazione.
«Infatti vedo che al di là dei tentativi anche legittimi di seminare inquietudine sulla cosa, in molti dopo aver avuto maggiori informazioni si stanno accorgendo della rilevanza di ciò che significa per la città questa operazione. Quello su cui si sta lavorando e che è la parte integrante del trasferimento della colmata è tutta l’ingegnerizzazione, per la quale il ministero stesso sta dando ampie garanzie».

Uno dei problemi più evidenti è quello di dove si metteranno eventualmente questi rifiuti. Lo staccoggio insomma, perché le aree a disposizioni sono quelle che sono mentre le tonnellate in arrivo sono migliaia. Servirebbe un pontile, ma non c’è. E poi la Tap, che dovrebbe trattare i rifiuti, non è ancora pronta. Nonostante questo scenario, però, si sente dire che i rifiuti potrebbero arrivare già dopo l’estate.
«Per quanto riguarda lo stoccaggio va detto che ieri si è tenuta una lunghissima riunione al ministero, dalle 14 alle 20, proprio per discutere sull’ingegnerizzazione di tutta l’operazione oltre che di sfrondare, come detto, gli aspetti più critici, come appunto quei 560mila metri cubi di materiale che sono stati tolti dal trasferimento. Sul discorso delle autorizzazioni della Tap per trattare i rifiuti pericolosi, non sarebbe comunque stato un problema perché le autorizzazioni sarebbero scaturite dall’accordo stesso. Anche il pontile fa parte dell’opera di ingegnerizzazione che si sta studiando al ministero. Aggiungo che non sono favorevole allo sfruttamento di aree vergini per lo stoccaggio e che Lucchini dovrà partecipare alla discussione visto che invece dispone di ingenti aree che potrebbero essere messe a disposizione di questa operazione. Aree già utilizzate e senza impatto ambientale».

Ma con Lucchini avete già aperto questa discussione?
«Ci sono già dei discorsi di coinvolgimento non formale. Loro tra l’altro hanno interesse a che il porto abbia uno sviluppo futuro e che abbia determinate caratteristiche, oltre ad avere interesse alle operazioni di bonifica».

Torniamo alla questione dei tempi.
«Non ho date. Posso ipotizzare però che se dovesse ad esempio arrivare prima quella roba che va direttamente in vasca piccola, i tempi non sarebbero poi così lunghi. Ovvero ci sarebbero solo i tempi tecnici. Sulla temporalità quello che posso dire è che lavorerò perché si firmi e che vorrei convincere anche i più riluttanti sulla bontà dell’operazione. Il fatto che non ci siano i materiali pericolosi credo forse farà già cambiare idea a qualcuno. Ripeto, cercherò il consenso largo. Qui bisogna avere la consapevolezza del fatto che in presenza di tutte le garanzie e con un progetto ben congegnato che riduca al minimo le criticità, si possono ottenere opere come la 398, tanto per dirne una.... E poi 260 milioni di euro pubblici non è che arrivino tutte le settimane».

Certo che l’operazione appare molto più economica che di effettivo valore per la comunità, intesa come nazione, visto che i tantissimi soldi alla fine serviranno soprattutto per fare una strada a Piombino e ingrandirne il porto.
«E’ vero che l’opera costa moltissimo e che sono soldi pubblici. Ma è anche vero che si tratta di due siti di interesse nazionale che si comincerebbero a mettere in sicurezza. Si potrà dire perché prima qui invece che a Spezia, ma va sottolineato che le risorse economiche per la bonifica di Bagnoli vengono da vecchi accordi. Quindi ribaltando la cosa bisognerebbe dire: finalmente si comincia a mettere in sicurezza almeno questi due siti».

Oltre a convincere parte del consiglio comunale e della cittadinanza, dovrà convincere anche l’assessore Marino Artusa che ieri a greenreport ha frenato sull’operazione. Ma lei dalla Regione che indicazioni ha avuto?
«Con Conti e Martini c’è comprensione generale che l’operazione ha un rilievo importante. Loro spingono per il corridoio tirrenico opera che anch’io continuo a sostenere. Non penso e non ho mai pensato che la 398 fosse decisiva per la realizzazione dell’autostrada».

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