[18/07/2007] Trasporti

La Tav incassa un primo tiepido sì dalla Commissione europea

BRUXELLES. E’ durato quasi 4 ore l’incontro tra il ministro delle infrastrutture Antonio di Pietro e il commissario europeo ai trasporti Jacques Barrot, che dovevano discutere dei progetti italiani per i quali vengono richiesti i finanziamenti destinati alle reti transfrontaliere. Si è quindi conclusa stamani la prima travagliatissima e lunga fase che ha accompagnato la Tav, anche se in realtà la Torino-Lione è solo uno dei 27 progetti per i quali l’Italia ha chiesto il cofinanziamento.

Quello di oggi in effetti era un appuntamento di grande importanza per il governo Prodi, se è vero che l’Italia è stato l’unico Paese a ritenere opportuno che i 27 progetti – accompagnati da 5 lettere di cui una a firma del premier – fossero consegnati personalmente da un ministro e non inviati per posta come stanno facendo le altre nazioni.

Positiva la prima reazione della Commissione: «Dobbiamo esaminare i progetti - ha detto un portavoce di Barrot - ma nel contesto Ten, in quello del bilancio e delle priorità appaiono piani ragionevoli». La decisione finale però arriverà in autunno.

Complessivamente l´Italia ha presentato 27 progetti, di cui 4 trasfrontalieri (tre più uno). Il costo per il periodo 2007-2013, secondo Di Pietro, è di 4,341 miliardi di euro, di cui 2,510 di fondi nazionali, mentre la quota di co-finanziamento è di 1,830 miliardi di euro. Per il tunnel di base del Brennero i fondi europei richiesti sono 851,9 milioni, contro 865 milioni di fondi nazionali. Per la sezione comune della Torino-Lione sono di 725 milioni per la parte europea e 983,8 per quella nazionale. Per il collegamento italo-sloveno Trieste-Divaca la parte Ue è di 94 milioni e quella italiana di 22, mentre per il terzo valico dei Giovi sono 160 milioni di fondi europei e 640 italiani.

«Barrott - ha aggiunto Di Pietro - ha visto con estremo interesse questo nostro lavoro e ha valutato positivamente il dialogo sviluppato con i territori. È inoltre rimasto impressionato positivamente per la soluzione data alla Trieste-Divaka che risolve molti problemi del Corridoio 5. Ho presentato progetti - ha sottolineato il ministro - che servono all´Italia ma che servono anche all´Europa. Il nostro Paese ha centrato l´appuntamento che l´Ue ha chiesto e lo ha fatto nonostante tante persone si siano adoperate per impedirlo».

Il ministro ha quindi detto di essere disposto ad ascoltare tutti coloro che sollevano problemi reali perché abitano nelle valli e non chi dice un no "di preconcetto", un "no di godimento".

La prima risposta è arrivata nel pomeriggio da parte di Vittorio Agnoletto, eurodeputato della Sinistra Unitaria: «Come previsto dal movimento No Tav, il progetto presentato oggi dal ministro Antonio Di Pietro al commissario europeo Barrot è poco più di uno studio di fattibilita, anzi è un non progetto».

«Riguardo alle normative comunitarie - sottolinea Agnoletto - non c´e´ traccia di tre documenti fondamentali: la Valutazione di Impatto Ambientale, la Valutazione Ambientale Strategica, e la lista dei requisiti tecnici ed economico-finanziari che regolano le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori».

Torna all'archivio