[18/07/2007] Aria

Piano urbano della mobilità, ad Arezzo si fa sul serio

AREZZO. E’ stato affidato ad una società di rilievo internazionale il Piano urbano della mobilità (Pum) della città di Arezzo. Si tratta della Csst Spa (Centro studi sui sistemi di trasporto), una società del Gruppo Fiat, che opera in ambito nazionale ed internazionale nei settori della ricerca, della pianificazione e della ingegneria applicate ai sistemi di trasporto e della mobilità dei viaggiatori e delle merci.

«Per la prima volta – dichiara l’assessore alla mobilità e all’ambiente Roberto Banchetti – l’amministrazione comunale lavorerà contemporaneamente al Piano della mobilità ed al Regolamento urbanistico, mettendo in sintonia due elementi chiave del futuro di Arezzo». Questo aspetto è stato sottolineato positivamente da Massimo Santori, responsabile di Csst «sono ben poche le amministrazioni in Italia che hanno dimostrato questa sensibilità e lungimiranza».

L’assessore Banchetti (Nella foto) ha poi evidenziato gli obiettivi del Pum «tutelare l’ambiente, fluidificare il traffico, valorizzare il trasporto pubblico locale, minimizzare l’uso privato dell’auto, ridurre la congestione delle aree urbane», mentre Santori si è soffermato sulle criticità «per quanto riguarda la mobilità stradale è evidente l’inadeguatezza dell’attuale rete di viabilità che presenta una notevole concentrazione dei flussi di traffico, soprattutto sulla tangenziale e sugli assi d’ingresso in città. Quindi le strade regionali 71, 69, 73 e la superstrada dei Due Mari».

Su quest’aspetto integra l’assessore alla mobilità e traffico
«Non a caso il Piano strutturale, recentemente approvato, pone come priorità il miglioramento degli accessi alla città mediante una serie di nuove opere di viabilità primaria. La tendenza è infatti quella di separare funzionalmente il traffico di attraversamento e di collegamento da quello locale e residenziale individuando metodi di valutazione e di simulazione per la definizione delle priorità. Il trasporto pubblico locale è il secondo aspetto sul quale si stanno concentrando studi ed analisi. L’Amministrazione comunale ha già stipulato con quella provinciale, un protocollo d’intesa per giungere al 2010, anno di scadenza della gara per il nuovo affidamento dei servizi, ad una riorganizzazione complessiva della rete».

Altri punto analizzato riguarda la situazione parcheggi: la città dispone di una dotazione ben dimensionata ma poco razionale per le funzioni di drenaggio del traffico e di integrazione modale. Gli interventi già delineati (parcheggio “Gioco del Pallone”, interrato Eden, Pietri-Tarlati e Ospedale), consentiranno standard migliori ma occorre verificare anche la possibilità di un sistema tariffario differenziato, usi diversi di alcune aree di parcheggio e miglior utilizzo del Baldaccio. Per quanto riguarda l’interporto è stato ribadito che rappresenta un importante intervento in grado di assicurare una corretta funzione di intermodalità strada-rotaia per il trasporto merci con alti livelli di accessibilità. La sua realizzazione comporterà alcuni necessari interventi di adeguamento infrastrutturale, soprattutto riferiti alla statale 71.

La Csst che inizierà il suo lavoro a settembre (durata 7 mesi), ha anche un’approfondita esperienza di pianificazione della mobilità a livello degli Enti locali italiani, i più rilevanti dei quali sono stati i comuni di Torino, Bologna, Napoli e Palermo ed ha recentemente elaborato piani e progetti anche per enti locali affini per funzioni, vicinanza e dimensioni al comune di Arezzo: innanzitutto, il Piano regionale dei trasporti e della logistica della Regione Toscana, piani del traffico e della mobilità, progettazioni per interventi infrastrutturali e attività di supporto trasportistico ai Piani strutturali e ai Piani di coordinamento territoriale per le province di Lucca, Carrara, Massa, Parma e La Spezia. «Questa fase di lavoro – conclude l’assessore Banchetti – sarà all’insegna della partecipazione. Intendiamo coinvolgere nella discussione tutti i soggetti, pubblici e privati, che hanno interesse al futuro Piano urbano della mobilità».

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