[18/07/2007] Acqua

Mancanza d’acqua e siccità: l’Ue si preoccupa e punta sul risparmio

BRUXELLES. «Fare in modo che l’Unione Europea si orienti verso un approccio che favorisca l’economia di acqua e l’utilizzo razionale di questa risorsa»., è questo il concetto centrale della comunicazione presentata oggi dalla Commissione Ue e di cui Greenreport ieri aveva fornito le prime anticipazioni.
Anche se è opinione comune che l’Europa disponga di risorse idriche sufficienti, si moltiplicano i casi di penuria d’acqua e siccità che negli ultimi 30 anni sono aumentati di numero ed intensità nell’Ue, con costi economici che si aggirano sui 100 miliardi di euro. La punta più nota di questo fenomeno si è verificata nel 2003, quando la grande siccità colpì oltre 100 milioni di persone, circa un terzo del territorio dell’Unione, causando costi suppletivi stimati in 8,7 miliardi.

Il disequilibri tra richiesta d’acqua crescente e la sua disponibilità sta aumentando e lo stesso Libro verde dell’Ue presentato a giugno sottolinea che c’è il rischio dell’aggravarsi della situazione idrica se le temperature aumentano e se non si mettono in campo efficaci strategie di attenuazione.
La Commissione ha definito una serie di opzioni strategiche da adottare a livello europeo, nazionale e regionale, il cui nucleo centrale è la fissazione di un «giusto prezzo dell’acqua», mentre la regola dovrà essere quella del «chi inquina paga», quale che sia la provenienza dell’acqua.

Per Stavros Dimas, commissario all’ambiente dell’Ue «L´accesso all’acqua in quantità sufficiente è fondamentale nella vita quotidiana di tutti gli individui, come in numerose attività economiche. Il cambiamento climatico dovrebbe aggravare ancora gli effetti della mancanza d’acqua e della siccità. Abbiamo dunque bisogno di un approccio integrato nel settore dell’acqua, perché l’utilizzo sostenibile di questa risorsa è assolutamente vitale se vogliamo garantire la disponibilità di acqua per tutti gli europei e tutte le attività economiche».

L’Ue vuole mettere in campo programmi obbligatori di misure per il consumo d’acqua. Secondo alcune stime in Europa viene sprecato circa il 20% di acqua, ma dati più recenti raddoppiano questa cifra al 40% (che in molte zone dell’Italia sarebbe già una grande conquista). «E’ per questo – dice la Commissione Ue – che conviene procedere ad importanti cambiamenti per modificare la maniera con cui l’acqua viene distribuita e la maniera in cui viene utilizzata. E’ facile, per esempio, incoraggiare l´installazione di dispositivi che permettono di economizzare l’acqua al livello dei rubinetti, delle docce e delle toilette».

Ma l’Ue pensa anche a grande scala e prende in seria considerazione una ripartizione adeguata di acqua nei settori economici, attraverso politiche che si basino su una gerarchia chiara delle possibili soluzioni ed accordando la maggiore priorità al risparmio idrico. Ma l’Ue pensa di utilizzare anche la leva di un’efficace politica delle tariffe e di misure economiche vantaggiose per migliorare la gestione dei bisogni d’acqua, prima di approntare infrastrutture di approvvigionamento supplementare. Mantenimento delle risorse idriche ed utilizzo sostenibile dei suoli dovranno essere integrati nell’elaborazione di politiche agricole e per il turismo, facendo in modo che tutte le attività si adattino alle reali quantità di acqua disponibili localmente.

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