[18/07/2007] Rifiuti

Ancora sui rifiuti di Bagnoli

PIOMBINO. A quanto risulta a noi, a Piombino dovrebbero arrivare, in una prima fase, circa 2 milioni di Metri cubi di materiali, di cui 600.000 classificati pericolosi:

- 1.300.000 m3 della colmata di Bagnoli, di cui 400.000 sicuramente non pericolosi da mettere, previo adeguato trattamento, nelle vasche del porto di Piombino e 900.000 da stoccare ed “eventualmente” trattare dall’impianto TAP per fare il conglomerato CIC ed essere adoperato per fare eventualmente strade e piazzali.

- 560.000 m3 di fanghi pericolosi dal dragaggio del porto di Napoli anche questi da stoccare e poi da trattare per essere messi nelle vasche di colmata del porto di Piombino

- 40.000 m3 di fanghi pericolosi di sabbie inquinate (inquinate dalla colmata di Bagnoli) provenienti dal dragaggio dei fondali davanti alla colmata, stoccaggio e poi trattamento

Non è affatto chiaro ma sembra che, in una seconda fase, debbano arrivare anche altri 2.333.458 m3 della bonifica dei fondali dell’area di Bagnoli.

Comunque occorre stoccare 900.000 m3 di rifiuti di incerta classificazione e 600.000 sicuramente pericolosi. I 560.000 che vengono dal porto di Napoli non sono solo pericolosi ma sono anche contaminati dallo sversamento delle fogne della città che nei decenni hanno innalzato i fondali di diversi metri. Questi probabilmente puzzeranno terribilmente impestando di odori le abitazioni anche non troppo vicine e non saranno certo un bel biglietto da visita per i turisti.

Occorre rendersi conto che abbiamo a che fare con una quantità di rifiuti da stoccare quasi quattro volte le colline dell’Asiu, in gran parte di rifiuti pericolosi.

L’impianto della TAP non serve per trattare i rifiuti pericolosi, per questi occorre progettare, mettere a gara e costruire un impianto apposito, come poteva essere fatto a Napoli. Quindi c´è il rischio che le colline di materiali pericolosi stiano lì per anni, a puzzare e a spolverare inquinando.

Dove viene stoccata tutta questa roba? Nel suo intervento al Consiglio Comunale aperto il rappresentante di Legambiente ha chiesto con enfasi di smentire l’ipotesi che “lo stoccaggio avverrà nelle aree umide ancora vergini, che verrà costruito un apposito pontile presso queste aree, che i tempi di smaltimento di questa roba saranno lunghi. E cosi sputtanate un altro pezzo di territorio che nel vecchio piano regolatore era stato sottratto all’industria perché area naturale umida e ora diverrà un posto con montagne velenose che saranno lì per decenni.” Nessuna smentita è arrivata. Ha risposto il rappresentante del Ministero dicendo: “non decidiamo noi come e dove fare gli stoccaggi”.

Anche se venisse stoccata nel perimetro Lucchini il problema non sarebbe molto diverso.

È arrivata invece la conferma di quello che aveva paventato l’associazione Greenpeace in una sua lettera al Ministero dell’Ambiente: congiuntamente all’Accordo di Programma, si prevedrebbe un innalzamento dei livelli ammessi di vari contaminanti: il mercurio passerebbe da 5 a 1000 mg/kg p.s., il cadmio da 15 a 250.000, il benzo(a)pirene da 10 a 100, il benzo(b)fluorantene da 10 a 1000, il DDT da 0,1 a 1000, l’esacloroesano da 0,5 a 10.000 mg/k.

Perché insomma si vorrebbero portare questi rifiuti da Napoli a Piombino?Il tutto si può sintetizzare in alcune frasi del dott. Mascazzini: “a Napoli non sono capaci. E´ una cosa tipicamente campana, li non si riesce a risolvere i problemi, a fare gli appalti, a concludere le opere”. In somma si intende che il ministero considera Napoli territorio ingovernabile o governato dalla Camorra. Anche se è sindaco la Iervolino, la regione Campania governata da Bassolino e presidente dell’autotità Portuale una persona capace e seria.

Qua a Piombino invece...ci sono voluti 10 anni, e ancora non è terminata, la costruzione della piattaforma TAP. Fino ad ora molti amministratori dubitavano della possibilità di smaltire il prodotto derivato Cic per una produzione di 300.000 tonnellate/anno, cioè circa 130.000 m3 e ora tutti si mostrano ottimisti per smaltire milioni di metri cubi.

Nulla dimostra che un´operazione così complessa possa essere governata con le professionalità disponibili localmente (figuriamoci se poi si dovesse pensare a generali che nulla sanno di rifiuti e di bonifiche e che riproporrebbero le ovunque fallimentari esperienze dei commissariamenti)!

In questa vicenda non si può che leggere un episodio di malgoverno dei soldi pubblici, del problema dei rifiuti e delle bonifiche. Il finanziamento della strada per il porto va affrontato in altro modo, con la mobilitazione di tutta la città che chiede la separazione di questa opera dall’autostrada, e visto che i soldi non mancano perché li sprechiamo per il trasporto dei fanghi, ci devono essere anche se non facciamo lo scambio.

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