[16/07/2007] Rifiuti

Federambiente: «Raccolta differenziata al 40% entro l´anno è impossibile»

FIRENZE. «L’obiettivo della raccolta differenziata del 40% nel 2007 è impossibile da raggiungere per l´Italia. Noi siamo per un obiettivo nazionale plausibile, praticabile e ragionato con Regioni e grandi aree urbane del Sud, con sostegni per fare lì quello che si fa al Nord».

Con queste parole il presidente di Federambiente Daniele Fortini, boccia senza attenuanti gli obblighi inseriti in finanziaria: le Regioni devono garantire sul proprio territorio una raccolta differenziata pari al 40% entro il 2007, al 50% entro il 2009, al 60% entro il 2011. Per chi non rientra nelle norme viene introdotto il principio di rivalsa economica nei confronti degli enti locali inadempienti e il commissariamento.

Secondo Fortini, che sottolinea quindi in primis la necessità di chiudere il ciclo dei rifiuti è necessario un cambio culturale: «quello che conta veramente è l´obiettivo del riciclo, non la raccolta differenziata in sé e per sé – spiega -
E l’errore che si fa è quello di presentare il sistema del porta a porta come l’unica soluzione, creando il fraintendimento che il problema dei rifiuti venga eliminato, invece non è così».

Il sistema porta a porta sta in effetti diventando una delle modalità di raccolta più desiderata dai comuni, perché consente di intercettare una maggiore quantità di rifiuti e limitare il ricorso ad impianti di trattamento´´.

Ma il presidente di Federambiente indica anche quali sono i punti deboli: il porta a porta costa di più del sistema automatizzato e non produce una «buona occupazione».

«Raccogliere sacchetti per la strada - secondo Federambiente - non comporta la professionalità di chi gestisce strumenti avanzati, significa ´´zero specializzazione e di certo questo non è un futuro da offrire ai giovani. Il risultato finale poi, cioé quello che é effettivamente riciclabile, non é così rilevante. Insomma per Daniele Fortini «l porta a porta non èla bacchetta magica che risolve la questione dei rifiuti: tante nostre aziende la fanno ma rimaniamo arretrati dal punto di vista delle tecnologie. Quello che serve sono tecnologie, apparati e mercati per il riciclaggio: far tornare materie adoperate come materie utilizzabili».

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