[16/07/2007] Comunicati

Il grande sviluppo può distruggere il “Grande Mekong”

LIVORNO. Il Greater Mekong environmental outlook 2007, presentato dall’Unep dell’Onu a Bagkok sottolinea lo sviluppo veloce dei paesi dell’area del “Grande Mekong”, ma questa crescita sta compromettendo l’ambiente ed aumentando l’ingiustizia sociale, aumentando sempre più le distanze tra un pugno di arricchiti e la massa dei poveri.

Il Grande Mekong è una delle regioni a più veloce incremento del Pil al mondo, in particolar modo in Tailandia, Vietnam e nella regione cinese dello Yunnan, ma da questo arricchimento è escluso il di 70% della popolazione, i contadini che vivono proprio delle risorse naturali del grande fiume asiatico, risorse che lo sviluppo industriale, unito ad una crescente pressione demografica, mette in pericolo attraverso l’inquinamento, il degrado dei suoli, il depauperamento delle risorse naturali.

Il pericolo, secondo l’Unep, è quello che i cambiamenti in atto possano produrre danni irreversibili all’ecosistema con forti implicazioni per le attività economiche che dipendono dalle risorse naturali che possono aumentare la vulnerabilità delle popolazioni rurali povere, le minacce alla salute, i disastri naturali, l´insicurezza alimentare ed a frammentare le comunità locali.
I cinque paesi attraversati da Mekong (Cambogia, Laos, Myanmar, Tailandia, Vietnam) e le province cinesi di Yunnan e di Guangxi si trovano davanti a gigantesche sfide ambientali, ma non hanno ancora mezzi e politiche per affrontarle.

Fermare l´inquinamento, il degrado dell’aria e dell´acqua e la perdita di biodiversità sono gli obiettivi immediati che indica Greater Mekong environmental outlook 2007, altrimenti alla perdita delle foreste già in atto si aggiungerà quella dell’agricoltura, visto che, secondo il rapporto, «la copertura forestale è in declino in ogni Paese tranne in Vietnam e nello Yunnan, perché tutti e due hanno investito fortemente nelle piantagioni. Dal 1990 al 2000 il tasso annuale di perdita delle foreste è stato in media dello 0.3 per cento».

La scarsità d’acqua non sembra un problema, ma l´urbanizzazione veloce sta esercitando una forte pressione sulle infrastrutture di depurazione e risanamento dell’acqua, con episodi locali sempre più frequenti di mancanza di acqua potabile e di inquinamento, causando anche penuria idrica come nel del bacino del fiume Chao Phraya in Tailandia. Che ha livelli elevati di sostanze inquinanti mentre il bacino del fiume Rosso, in Yunnan e Vietnam è sempre più inquinato.

«Tuttavia – dice l’Unep - la domanda futura di acqua dolce si svilupperà il più velocemente nei settori residenziali ed industriali. Inevitabilmente, poiché la richiesta dalle città e dalle industrie è in aumento, l´acqua disponibile per l´agricoltura declinerà. La gestione efficace della concorrenza e del probabile conflitto probabile fra gli utenti per i molteplici usi dell´acqua è cruciale».

Ma anche l´inquinamento atmosferico è una minaccia crescente che si ripercuote sempre più pesantemente sui bilanci pubblici La Banca mondiale ha valutato che i costi per la salute provocati dalle PM10 in sei città della Tailandia nel 2000 erano di 643.9 milioni di dollari Usa e nella sola Bangkok erano lo 0,5% del Pil, 46 dollari procapite all’anno.

Nelle aree urbane i rifiuto rappresentano un grave problema, le città non sembrano preparate a raccogliere e gestire una crescita imponente di spazzatura: in Vietnam nel 2000 è aumentata del 71% nel 2003 del 74%. Ad Hanoi e Città Ho Chi Minh, quasi un milione di tonnellate di rifiuti solidi sono lasciati non raccolti ogni anno.
Tutte le sei ecoregioni che si incontrano nel “Grande Mekong”, aree riconosciute universalmente come eccezionali per la loro biodiversità, sono minacciate dalle attività umane e dalla caccia e dal commercio incontrollati della fauna selvatica Secondo il rapporto la regione potrebbe perdere più della metà dei suoi habitat fluviali e terrestri entro il prossimo secolo se non vengono avviate azioni di salvaguardia.

«La sfida che rimane – ha detto Sanit Aksornkoae, presidente dell´istituto per l´ambiente della Tailandia - è di invertire la tendenza alla degradazione ambientale e di assicurare la capacità delle risorse naturali di contribuire allo sviluppo sostenibile. E’ indispensabile una politica chiara e una forte collaborazione tra governo, imprese e società civile per vincere questa sfida».

Torna all'archivio