[16/07/2007] Rifiuti

Eternit, batterie e discariche nel parco nazionale dell’Arcipelago

PORTOFERRAIO (Livorno). Dopo le segnalazioni di trekkers e motociclisti della presenza di rifiuti all’interno del parco nazionale dell’Arcipelago toscano, nelle vicinanze della grande traversata elbana (GTE), Legambiente ha scritto al presidente del parco nazionale dell’Arcipelago toscano, all’ Elbana servizi ambientali (Esa) ed ai sindaci di Portoferraio e Capoliveri per informarli che «percorrendo il sentiero n° 65, che parte dal bivio di Colle Reciso in direzione Monte Barbatoia–Buca di Bomba, sul lato destro della strada, nel comune di Portoferraio, all’altezza del Colle alle Vacche, è stata scaricata, sembrerebbe recentemente, una intera cucina smantellata, completa di pensili, piastrelle da rivestimento e intonaci.

Una parte dei pensili è precipitata nel bosco sottostante. Proseguendo nella stessa direzione ed imboccando pochi metri dopo un sentiero carrabile che sale verso sinistra, sul confine tra i Comuni di Portoferraio e Capoliveri, all’interno del parco nazionale, immediatamente a destra di un crocevia di sentieri pedonali, si incontra una vera e propria discarica di materiali tossici, nocivi e pericolosi. In parte accatastato sulla sinistra della strada e in parte sparso per un centinaio di metri quadrati dentro al bosco, compare quello che sembrerebbe il frutto dello smantellamento di una officina meccanica o di un deposito di materiali: una quindicina di batterie di auto coperte da diversi metri quadri di ondulato in eternit ridotto a pezzi, cristalli frantumati di parabrezza, un serbatoio, parti di motori, brandelli di coprimozzi, decine di tappetini, teli di tessuto in plastica semisepolti, stracci sporchi, pannelli di “paneforte” per appendere le chiavi, barattoli di olio da motori, altro ciarpame assortito ed una quantità indescrivibile di sacchetti di plastica e bottiglie, in plastica e in vetro, disseminate nella macchia mediterranea a partire dal luogo dello scarico, esattamente dove finisce il percorso carrabile, che si biforca in sentieri percorribili solo a piedi».

Legambiente chiede un pronto intervento di bonifica delle due aree e, «vista la natura dei rifiuti conferiti, frutto di attività abbastanza facilmente identificabili, si chiede anche di individuare gli autori delle discariche abusive per comminare loro le sanzioni previste dalla legge e accollare loro le spese di bonifica e di ripristino dei luoghi».

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