[12/07/2007] Urbanistica

Ancora sulla bandiera nera a San Vincenzo

SAN VINCENZO. Come presidente del Circolo di Legambiente Costa Etrusca che comprende San Vincenzo, Castagneto Carducci e Cecina voglio esprimere alcune riflessioni a margine di tutta la vicenda dell’assegnazione e della consegna della Bandiera nera all’Amministrazione di San Vincenzo. Se non si è andati a fare una passeggiata sulla spiaggia o meglio su ciò che è rimasto, pietre e striscioline di sabbia, si potrebbe credere che Legambiente assegna le bandiere nere così a caso.

Siccome Legambiente è un’organizzazione prestigiosa che da anni lavora concretamente a favore della preservazione dell’ambiente e nell’ottica di un reale sviluppo sostenibile, riconosce le zone di pregio e le eccellenze anche di amministrazioni che operano nel rispetto e per la salvaguardia del patrimonio ambientale. Per citare un caso toscano tra tanti, quest’anno ha insignito con cinque vele l’Amministrazione di Capalbio guidato dalla sindaca Lucia Biagi che con lungimiranza difende il territorio da attacchi cementificatori, poiché l’eccellenza naturalistica, la genuinità e la cura dei prodotti agricoli costituisce il patrimonio toscano che non si può produrre in Cina o in qualsiasi altro posto.

Legambiente, oltre a dare riconoscimento di eccellenza assegna anche primati negativi a chi opera contro l’ambiente.
San Vincenzo, per la sua favorevole posizione geografica, senza fare grossi sforzi assicurava ai cittadini e turisti mare, spiaggia, natura e buon cibo, adesso in paese la spiaggia dello scorso anno non c’è più, basta fare una passeggiata dal confine nord in giù per rendersene conto, l’erosione del mare ha operato oltre le più pessimistiche previsioni dello scorso anno e non perché si sono sciolti i poli ma semplicemente perché è stata costruita una barriera rocciosa lunga 800 metri o più.
Negli ultimi sette anni San Vincenzo ha ampliato enormemente le aree cementificate e il ritmo costruttivo non accenna a diminuire, anzi siamo immersi in un grande cantiere piuttosto che in paese turistico.

Ovviamente chi ha un’impresa edile è felice di disporre di una così abbondante fonte di guadagno e di disporre di un’Amministrazione generosa che accoglie richieste di modifiche ed ampliamenti e addirittura, in alcuni casi, copre le spese di progettazione, per esempio i 500.000 Euro per l‘ampliamento dello specchio acqueo di un ettaro all’interno del porto.

Agli operatori turistici dico in modo esplicito:- Se siete contenti così voi e i vostri clienti a noi potrebbe anche andar bene purché poi abbiate il coraggio di sostenere le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria delle spiagge, ossia gli eterni ripascimenti, la gestione delle posidonie, ecc. e non chiediate sostegni economici ed agevolazioni all’Amministrazione per i mancati introiti. E’ facile guadagnare facendo pagare agli altri le spese. Una visione meramente economica del mondo che non rispetti l’ambiente ovviamente non potrà essere condivisa da un’associazione ambientalista quale Legambiente.

Bisogna inoltre considerare che non ci sono solo gli operatori turistici ma esistono anche i comuni cittadini: bambini, anziani, uomini e donne che hanno diritto di conservare un livello di vita dignitoso, poter vivere nel proprio paese invece di essere costretti ad emigrare perché, in un paese di case vuote, non si trova una casa ad un prezzo ragionevole e poter disporre dei beni ambientali esistenti. Se invece dobbiamo solo considerare gli interessi degli operatori turistici saremmo in un villaggio turistico non in un paese.

Concludendo, poiché ci sta a cuore veramente questo paese e non solo per i prossimi cinque anni ma per i prossimi due secoli raccogliamo e valorizziamo l’indicazione di Guidoni, segretario della Margherita, di riflettere su questo segnale forte che è giunto con l’assegnazione della bandiera nera e proponiamo uno spazio di riflessione e confronto serio circa la gestione del territorio, dei servizi e delle scelte energetiche ecc. Affinché il riallineamento alle linee guida del Circondario non resti una dichiarazione di intenti ma si traduca in un’ azione reale.
La nostra organizzazione auspica una sinergia tra associazioni, partiti, Amministrazione e singoli cittadini per la preservazione ed il ripristino delle ricchezze ambientali poiché una volta distrutte non si recuperano facilmente e poiché l’ambiente è la nostra casa.

*entrambi di Legambiente - Circolo Costa Etrusca

Torna all'archivio