[12/07/2007] Energia

Allarme Aie su petrolio, Assocarboni: «Ha ragione Silvestrini»

ROMA. Apprezziamo la riflessione di ieri di Gianni Silvestrini che richiama l´attenzione sull´allarme lanciato dall´Aie (Agenzia Internazionale per l´Energia) sui problemi attesi nei prossimi 5 anni in relazione all´ulteriori massiccia crescita dei consumi di petrolio e gas metano ed al correlato e conseguente significativo aumento del loro prezzo, dovuto al decrescere della loro disponibilità sul mercato mondiale.
Occorre quindi seriamente riflettere ed agire per realizzare le condizioni che permettano di ridurre la dipendenza dagli idrocarburi e creare le condizioni per liberare le risorse necessarie per lo sviluppo futuro delle rinnovabili.
Parrebbe lapalissiano dover riconoscere l´assurda situazione in cui versa da decenni il sistema energetico italiano, che dopo aver "galleggiato" sul tutto petrolio è ora avvolto in una "nuvola" di gas metano, così massiccia ed evanescente da sollevare anche numerosi dubbi e preoccupazioni circa la sua sostenibilità !

Ci permettiamo quindi di appoggiare e completare la riflessione di Silvestrini il quale, nella sua analisi sugli idrocarburi, correttamente non cita l´altra fonte fossile - peraltro in termini quantitativi assoluti largamente la maggiore - cioè il CARBONE che, grazie alla sua particolare distribuzione geografica, soprattutto in Paesi diversi da quelli dove si trovano concentrati petrolio e metano, rappresenta un grande vantaggio ed una indiscutibile opportunità per l´umanità.
Lo sanno bene i Paesi più avanzati e più oculati nelle scelte energetiche, quali: USA, Germania, UK, Giappone, Danimarca, Spagna, Olanda, Australia, Canada, ecc. che usano il carbone come prima fonte per produrre elettricità per il mantenimento e lo sviluppo della loro economia e benessere nazionale.
L´Italia, invece, notoriamente il Paese "più ricco e più furbo del Pianeta" ha fatto una scelta totalmente contrapposta e va a tutto gas (o quasi), sperando di non schiantarsi alla prima curva a causa delle perturbazioni dei prezzi o per le mille altre concause che possono interferire con il regolare approvvigionamento di tale importante risorsa, comunque d´importazione.

Al riguardo, è altresì importante ricordare che per far fronte anche all´altra esigenza di cui si discute a livello internazionale, quale il contenimento delle emissioni di "gas serra", i paesi più sviluppati stanno puntando sulle più avanzate tecnologie (meglio conosciute come: "Clean Coal Tecnologies") per consentire che questo combustibile, abbondante ed equamente distribuito sul pianeta, sia sempre più affidabile e sostenibile anche a medio-lungo termine.
D´altra parte, anche gli "idrocarburi: petrolio e metano" non escono "puliti" dai loro giacimenti e gli stessi sono ampiamente "bonificati" in fase di estrazione di buona parte delle loro componenti indesiderate - lo zolfo (sotto forma di H2S) e l´anidride carbonica (CO2) che, soprattutto per il gas, viene separata dal prodotto estratto e liberata all´atmosfera nei Paesi di provenienza.
Le moderne tecnologie oggi consentono di applicare questa "bonifica" anche al carbone, evitando quindi emissioni indesiderate all´atmosfera. La filtrazione e captazione delle emissioni durante la fase di combustione, associata alla tecnica di separazione e sequestro dell´anidride carbonica (che è oggi oggetto di sperimentazione ed approfondimento a livello mondiale), consentono di eliminare queste emissioni e rendere l´impatto complessivo degli impianti a carbone del tutto comparabili a quelli dei moderni impianti a gas.

Il collegamento tra quanto sopra e le "fonti rinnovabili" del futuro (in particolare derivate dall´energia solare) è del tutto evidente quando si consideri che per giungere a risultati utili e concreti, occorre investire una quantità rilevante di risorse in ricerca e sviluppo e che per liberare (verrebbe da dire "bonificare") tali indispensabili risorse, occorre prima di tutto risparmiarle !
Ed allora ecco l´indispensabile abbinamento con il "carbone pulito" che grazie alla sua abbondanza ed economicità del prezzo, può liberare enormi risorse (dell´ordine di svariati miliardi di Euro all´anno per la sola Italia, rispetto a quanto da sempre si spreca con l´utilizzo dei combustibili più costosi: petrolio e metano), che potrebbero in parte poi essere investite nella ricerca mirata per lo sviluppo concreto ed accellerato delle fonti rinnovabili.
Qualche esempio: quanto avviene in Germania, Danimarca, Spagna, Giappone, USA e Grecia, che possono così consentirsi di investire molti più soldi di noi nel settore delle rinnovabili !

Una parte poi delle enormi economie le potremmo anche investire per sostenere la competitività delle nostre industrie energivore (che pagano l´elettricità più cara nella EU) ed una parte anche per abbassare le bollette elettriche dei cittadini, che sono abbastanza stufi del salasso terapeutico a cui sono da sempre sottoposti.

Siamo certi che con una serena valutazione delle enormi opportunità che il "carbone pulito" presenta per il nostro sistema Paese, potremo trasformare in fatti concreti il trinomio: "energia - ambiente - sviluppo", nell´interesse di tutti.

*Vicepresidente Assocarboni

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