[12/07/2007] Rifiuti

Grassi sull´ecotassa: è funzionale alla riduzione dei rifiuti e alle raccolte differenziate

LIVORNO.La giunta regionale toscana ha approvato la proposta di modifica del metodo di calcolo del tributo speciale per il conferimento in discarica dei rifiuti.

«L’ecotassa è una tassa di scopo – afferma Mauro Grassi (Nella foto) direttore generale della regione per le politiche ambientali e territoriali - perché viene fissata per il raggiungimento di un obiettivo. Quello cioè di disincentivare il conferimento in discarica e ridurre la produzione dei rifiuti. E non solo attraverso la raccolta differenziata ma anche attraverso tutte quelle iniziative, da quelle più grandi a quelle più piccole che possono favorirne la riduzione»

Due i fattori determinanti della tassa ambientale: la percentuale di raccolta differenziata raggiunta dai comuni e la quantità di rifiuti pro-capite prodotti nel corso dell’anno.
«Questa è una tassa che ha due pregi: incentiva i comuni a rispettare i parametri e favorisce gli interventi per il recupero dei rifiuti – aggiunge Grassi - Se nei prossimi anni i comuni non rientrano nei parametri fissati la loro ecotassa è destinata a aumentare, ma la nostra ipostesi è che i comuni si mettano in regola. Del resto la Regione non vuole che si paghi l’ecotassa perché questa vuol dire discarica. E la discarica, come si sa, deve essere l´ultima ratio nella gestione dei rifiuti».

In base ai nuovi criteri di applicazione ai Comuni che non avranno raggiunto gli obiettivi minimi di raccolta differenziata (ad oggi 186) sarà aggiunta un addizionale pari al 20% per il conferimento che si traduce nell’aumento di circa 1 euro all’anno per i suoi cittadini. Fra i comuni “pigri” 67 appartengono comunque a quegli Ato che hanno raggiunto complessivamente l’obiettivo prefissato (40% nel 2007, 55% nel 2010, 65% nel 2012) beneficeranno di uno sgravio.
«L´addizionale del 20% rappresenta un incentivo anche per i cittadini – sottolinea Mauro Grassi - pagare una cifra, non alta, di 1 euro è un segnale ed un modo per impegnarli nella differenziata».

Per il 90% le nuove entrate saranno destinate interventi di riduzione dei rifiuti e ad aumentare e migliorare la differenziata, mentre il resto verrà stanziato per le attività di controllo delle Province.
«Non solo raccolta differenziata dunque, ma anche politiche che favoriscano la riduzione dei rifiuti. Per esempio la sostituzione nelle mense delle bottiglie di plastica con dispenser di vetro, il favorire il vuoto a rendere e non quello a perdere ed altre attività. Certo è che vi devono essere anche normative nazionali (che esistono almeno dal 2003, ndr) che favoriscono queste pratiche ma già la tassa toscana dà un segnale forte nella regione».

Inoltre, in base all’altro criterio relativo alla quantità di rifiuti prodotti verranno applicati altri incentivi e disincentivi (1 euro a tonnellata per i comuni con produzione procapite minore di 500kg/anno pro capite e 1 euro a tonnellata in più per i comuni che superano i 650Kg/anno pro capite).

Naturalmente stiamo parlando di rifiuti urbani, di quelli speciali (che sono tre volte tanti) e di quelli pericolosi (di cui, in Toscana, non si sa dove metterne neanche un grammo) non si trova traccia in nessuna discussione: ma quanto costa ai toscani la debolezza infrastrutturale, cronica, su questo fronte? Vogliamo continuare a mandarli in Germania, magari con l´aggiunta dei controlli satellitari?

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