[12/07/2007] Comunicati

L’Ue preoccupata per il “bioterrorismo"

BRUXELLES. Il terrorismo è diventato il maggior pericolo per le democrazie occidentali, i recenti casi di Londra dimostrano come, anche con prodotti di facile reperimento si possano tenere in scacco intere metropoli, ma l’Unione Europea si preoccupa anche del possibile ricorso ad armi o materiali biologici che potrebbero «contaminare migliaia di persone, di inquinare il suolo, gli edifici e i mezzi di trasporto, di distruggere l´agricoltura, di infettare gli animali e di colpire qualsiasi tipo di cibo umano e animale, a qualsiasi stadio della catena di approvvigionamento».

Un rischio di attacchi “bioterroristici” statisticamente basso, ma che avrebbe conseguenze devastanti. «Se nell’Unione europea dovessero essere introdotti deliberatamente, o importati da un paese terzo – spiega la Commissione Ue - agenti patogeni mortali o malattie naturali, l’epidemia potrebbe colpire simultaneamente diversi Stati membri e diffondersi al di là delle frontiere, con un impatto economico e sociale considerevole».
La rapida evoluzione delle biotecnologie può mettere a disposizione di gruppi politici criminali e a terroristi materiale biologico distruttivo, ma per l’Ue anche «malattie naturali, gli incidenti di laboratorio o le altre propagazioni non intenzionali di malattie e agenti patogeni costituiscono una minaccia che può destabilizzare le nostre società e danneggiare l’economia».

La strada da percorrere è quindi quella della riduzione dei rischi da materiali biologici pericolosi e da agenti patogeni, prendendo in considerazione anche quelli potenziali di un attentato terroristico, di una disseminazione intenzionale, di un incidente o a una malattia naturale.
Per questo la Commissione Ue ed il vicepresidente Frattini hanno avviato una fase di consultazione per definire la stesura di un Libro verde che terrà conto di prevenzione, protezione, repressione dei criminali/terroristi, sorveglianza, reazione e ristabilimento. I documento dell’Ue fisserà norme di food safety e food security per la sicurezza alimentare e degli approvvigionamenti con norme di sicurezza sanitaria degli alimenti, corretti processi di produzione e controllo della qualità dei prodotti agricoli in tutte le fasi della catena di trasformazione.

Il Libro verde si baserà su principi di base della preparazione contro gli attacchi biologici, ricorrendo re in primo luogo a strumenti come valutazioni fra pari, campagne di sensibilizzazione e programmi finanziari di sostegno: «Le iniziative dovrebbero basarsi sulle strutture e sui gruppi di esperti esistenti; le misure o azioni dovrebbero essere proporzionate, fattibili, sostenibili e affidabili rispetto alla minaccia che cercano di ridurre e a cui cercano di reagire; il settore privato e gli istituti di ricerca dovrebbero essere coinvolti in questo processo attraverso un intenso dialogo pubblico/privato sulla sicurezza; le autorità degli Stati membri dovrebbero fornire a livello nazionale leadership e coordinamento nello sviluppo e nell´attuazione di un approccio coerente nelle loro giurisdizioni, a vantaggio della preparazione contro gli attacchi biologici nell´insieme dell´Ue».

Secondo la Commissione Ue le principali preoccupazioni per la redazione del Libro verde vengono da: «conoscenza del quadro legislativo esistente, applicazione pratica delle norme di sicurezza; esistenza e applicazione di norme di sicurezza minime; rischio di utilizzo abusivo della ricerca e dei ricercatori; lacune nella capacità analitica dell´Europa di ridurre i rischi biologici; mancanza di capacità di individuazione; necessità di migliorare la cooperazione fra i vari servizi e settori per quanto riguarda sia la prevenzione che la reazione».

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