[11/07/2007] Urbanistica

Porto di S. Vincenzo, Rossi: «Progettato per cacciare i diportisti della nautica minore»

PIOMBINO. La recente intervista di greenreport ad Umberto Bianconi, responsabile della logistica porti e aeroporti della Regione Toscana, mi ha stupito per le sue inesattezze, per alcune citazioni che denotano purtroppo l´insufficente conoscenza di quello che sono le conseguenze, di come, dove, sia opportuno costruire le strutture portuali, siano esse piccole o grandi.

Il citare a modello San Vincenzo poi, è la dimostrazione della non conoscenza della reale situazione, della disapprovazione sempre più ampia, del perchè si sono potute fare strutture sbagliate che stanno provocando enormi problemi - che si riverseranno su tutti i cittadini locali e della Toscana - . Non è neppure vero che si pensa alle barche di "modeste dimensioni" è proprio il contrario.

A San Vincenzo si è proceduto con due operazioni (prima e dopo) per cacciare proprio i diportisti della nautica minore. Prima con i prezzi altissimi dei posti barca, poi con la recente "rimodulazione" che crea posti per le barche più grandi. Ma questa è la logica di mercato, se Bianconi non lo sa, fa male il suo lavoro. Quindi mettiamo da parte i significati sociali di queste operazioni e parliamo di mercato, di interessi che ci sono per queste strutture, di una nautica che non è più dei cittadini della costa, che sono sempre più spinti ai margini, estromessi. Ormai la barchetta che cita Bianconi è cacciata ovunque, dalle spiagge prima, ed adesso dai piccoli approdi o piazzali che fino ad ora le ospitavano.

Oggi, ovunque vuoi ormeggiare se non hai una barca di grandi dimensioni non ti vogliono perchè aspettano quella grande che paga di più, Viareggio sarà la riprova di questa situazione.
Bianconi è male informato - sempre su San Vincenzo - o è in malafede. Se non è così, provi a domandarsi perchè c´è un malessere crescente proprio sulle conseguenze del porto, anche di quelli che ci avevano creduto. Provi a domandare come mai oltre quattrocento persone hanno manifestato qualche tempo fa contro questo porto, in un paese che una manifestazione così non la vedeva da decenni! Per due anni consecutivi riceve la bandiera nera da Legambiente. Altro che due persone!

Conosco pure io la corrente da nord verso sud, e criticai quella struttura sin da quando fu fatta negli anni settanta, probabilmente Bianconi conosce gli atti di un convegno che pure io conoscevo e che diceva già che lì non si doveva fare. Proprio per questo però non si doveva raddoppiare! Che razza di logica è questa? La "Diversa sagomatura" se non mi sbaglio ha moltiplicato i danni alla costa, se Bianconi non è informato vada a vedere, o veda almeno le foto delle conseguenze a nord al confine del vicino comune di Castagneto che è non molto lontano dal porto, e quelle a sud. Quel disastro non può essere, come si tenta di fare, erosione naturale!

Bella la storiella che si è fatto fare dove già c´èra qualcosa! Non è così. A Salivoli c´èra una bella spiaggia, come a Rosignano, al Puntone di Scarlino,a Marina di Grosseto, per non parlare di approdi dentro le foci, nati e cresciuti da nulla ognidove. Si informi su cosa accade ai lati di queste strutture.

Ma il problema non è questo, personalmente - Bianconi lo sa - non sono contro i porti per la nautica, ma perchè si sono fatti e si continua a farli, quindi a farli fare in maniera ed in posti sbagliati, assecondando spinte locali, ed interessi speculativi, con progettazioni che non danno le massime garanzie usando modelli matematici che si sono dimostrati inadeguati,insufficenti. La Regione deve dotarsi rapidamente di una normativa che indichi certe caratteristiche generali della costa per poter fare o meglio pensare di fare. Obbligare la simulazione del modello di porto in vasca per avere proprio il massimo delle garanzie, e la possibilità di modificare il progetto.

Non è possibile continuare a pensare di fare perchè c´è il mare davanti e il turismo balneare. O come da noi a Piombino avere altre sette ipotesi progettuali molto discutibili, che creerebbero - anche se solo due come sembra si vuol fare - una struttura ogni due tre miglia... senza considerare quelle che già ci sono nel golfo. Infine se si vuole creare lavoro, facciamo porti con alle spalle enormi spazi per rimessaggi, cantieristica, servizi, e non una schiera di edifici che chiudono il porto con un mare di cemento come si è fatto a Crepatura o al Puntone (per citare gli ultimi). Se non si è capito ancora questo, vuol dire che avremo solo dei carissimi parcheggi per barche,dei palazzoni sul mare, ma non il lavoro. E la Regione è la prima responsabile, se questo modello è quello ancora vincente.

*Circolo Legambiente Val di Cornia

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