[11/07/2007] Urbanistica

Via: pochi giorni alla scadenza, ancora tanti interrogativi

LIVORNO. Si avvicina la scadenza fissata per il 31 luglio 2007 per l’attuazione della Valutazione d’impatto ambientale (Via) ed approda oggi in pre-consiglio il terzo decreto correttivo sulla parte II del testo unico (contenente le disposizioni in questione e quelle in materia di Valutazione ambientale strategica e di autorizzazione integrata ambientale). Ma ancora nessun provvedimento è stato approvato.

Dunque, se alla fine del mese non ci sarà una correzione la disciplina da applicare rimarrà invariata rispetto all’originale.
Molte delle disposizioni in materia di Via del Dlgs 152/06 sono state contestate dalle associazioni ambientaliste e dalle regioni perché in contrasto con la direttiva comunitaria e con l’assetto delle competenze tra Stato e regioni così come definite dalla riforma costituzionale nell’art. 117 e 118.

Il decreto in questione è stato emanato dal Governo a seguito della legge 308/2004. La legge ha delegato il Governo ad introdurre una disciplina tale da garantire il pieno recepimento della direttiva comunitaria, la semplificazione del procedimento della Via e l’introduzione di meccanismi di coordinamento fra le due valutazioni ambientali e l’autorizzazione integrata.

Se da un punto di vista formale ha il merito di introdurre una disciplina organica della materia superando la frammentazione della normativa vigente (art. 6 L. 349/86 e successivi decreti attuativi Dpcm 377/1988 e Dpcm 27 dicembre 1996) il decreto, dal punto di vista sostanziale non ha il merito di conseguire pienamente l’obiettivo prepostosi. Permangono infatti, alcuni rilevanti aspetti di non conformità con la direttiva 85/337/Cee. E vista da questa ottica la disciplina nazionale appare finalizzata ad evitare l’avvio di nuove procedure di infrazione comunitarie e a chiudere quelle in corso. Nonostante i tentativi, ed in mancanza di una revisione del testo, il rischio però permane. In particolare nel disposto secondo cui è il progetto preliminare e non il definitivo ad essere sottoposto alla Via è ravvisabile il maggiore pericolo.

Come è stato rilevato da una lettera dell’ottobre del 2005 della Commissione europea indirizzata all’Italia, infatti, nell’ambito del procedimento di compatibilità ambientale devono essere valutati tutti gli effetti che derivano dalla realizzazione di un´opera di rilevante impatto ambientale. Del resto all’articolo 3 della direttiva si legge che la valutazione ambientale individua, descrive e valuta, in modo appropriato gli effetti diretti e indiretti di un progetto sui fattori biotici quali l’uomo, la flora e la fauna, abiotici quali il suolo, l’acqua, l’aria, il clima, i beni materiali e il patrimonio culturale e sull’integrazione di tutti questi elementi che complessivamente costituiscono l’ambiente in senso unitario e globale.

Circostanza che non si verifica nel momento in cui si valuta il preliminare dato che non analizza in modo dettagliato l’opera che si deve costruire. Ne deriva che il progetto sottoposto a Via debba coincidere con quello da realizzare effettivamente cioè con il definitivo.

Ma non solo: il prevedere la Via per i progetti preliminari svaluterebbe anche la stessa funzione dell’istituto. La Via, del resto, è un procedimento amministrativo volto a prevedere gli effetti diretti ed indiretti sull’ambiente di progetti pubblici e privati in modo da prevenire, evitare o ridurre quelli dannosi.

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