[11/07/2007] Energia

Greenpeace e Legambiente: «sul carbone del Sulcis il governo non rispetta Kyoto»

ROMA. Ieri il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Enrico Letta ha ribadito il sostegno del governo allo sviluppo dell´estrazione del carbone sardo del Sulcis, ad alto tenore di zolfo. Anche il piano energetico regionale sardo prevede un forte ricorso al carbone e il blocco sostanziale dell´eolico.

Una decisione che non piace agli ambientalisti, almeno a quelli che puntano su vento ed altre energie rinnovabili, a cominciare da Francesco Ferrante: «La scelta di favorire il carbone va contro il Protocollo di Kyoto e tutti gli impegni presi dal Governo sulla lotta ai mutamenti climatici – sottolinea il direttore di Legambiente che è anche capogruppo dell’Ulivo nella Commissione ambiente del Senato - Se la riapertura delle miniere del Sulcis è dovuta al problema dell’occupazione dei dipendenti il governo può certamente trovare altre soluzioni. Se dobbiamo marciare spediti verso la riduzione delle emissioni per raggiungere gli obiettivi di Kyoto, allora dovremmo progressivamente rimpiazzare il carbone e quindi non è accettabile sentire parlare di sviluppo dell’estrazione. L’innovazione tecnologica che veramente serve all’Italia è quella che investe sulle fonti rinnovabili, come eolico e solare, su cui l’economia e l’industria del nostro Paese possono e devono puntare».

Le dichiarazioni di Letta non sono andate giù nemmeno a Greenpeace, che sulla questione dell’eolico e del carbone ha da tempo aperto un contenzioso polemico con la giunta Soru.

«E´ questa la politica che sostiene il governo Prodi? -- chiede il responsabile delle campagne di Greenpeace Giuseppe Onufrio, - Vogliono consentire un sostanziale raddoppio delle emissioni in Sardegna rispetto agli obiettivi di Kyoto? Se la soluzione indicata è quella della Sardegna, favorire il carbone e bloccare l´eolico si dica chiaramente che il governo italiano non intende rispettare i suoi impegni ambientali».

Greenpeace chiede a Enrico Letta di spiegare dove e come si vogliono tagliare le emissioni per rispettare, almeno in parte, gli obiettivi di riduzione sottoscritti dall´Italia. «Mentre per il carbone esistono piani e progetti – sottolineano gli ambientalisti - sulle fonti rinnovabili non è ancora chiaro come il governo intenda colmare il gap di oltre 30 miliardi di kilowattora che l´Italia dovrebbe produrre al 2010 secondo la direttiva europea».

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