[10/07/2007] Parchi

Scontro albergatori Legambiente sui dati di Goletta Verde all’Elba

PORTOFERRAIO (Livorno). Gli albergatori elbani non hanno preso molto bene i risultati delle analisi di Goletta Verde sulle acque di balneazione dell’isola, che hanno riscontrato 4 campioni leggermente inquinati ed uno fortemente inquinato a Margidore, nel comune di Capoliveri.

«Le analisi ufficiali dell’Arpat – dice il presidente dell’associazione albergatori elbani Mauro Antonimi - smentiscono l’indagine di Goletta Verde. La qualità del mare dell’Elba è più che ottima: lo stesso Margidore non presenta elementi di rischio (Coliformi totali: 0, Coliformi Fecali:0, Streptococchi: 0, Oli minerali assenti, Fenoli Assenti, Tensioattivi: assenti). Questo il risultato delle analisi del 19 giugno 2007 condotte all’Arpat. Evidentemente c’è qualche cosa che ci sfugge: o mente la Regione o mente Goletta Verde. Il direttivo della nostra Associazione – prosegue Antonimi - si riunirà domani per decidere le azioni da intraprendere. Certo è che il danno di immagine è enorme e qualcuno deve rispondere delle proprie azioni».

Legambiente Arcipelago risponde a tambur battente: «Le dichiarazioni rilasciate dal presidente degli albergatori sono abbastanza sconcertanti. Antonini è perfettamente informato dello stato delle condotte di smaltimento isolane, tanto che nel 2006 da bordo a Goletta Verde sollecitò in prima persona le competenti amministrazioni a procedere nei lavori di allaccio. Antonini comunque può chiedere ad Ato, Comunità montana, comune di Capoliveri, Asa ed Arpat, se il depuratore di Margidore è ben funzionante e dimensionato al trattamento dei liquami che ci confluiscono e se la nuova condotta di smaltimento risulta allacciata».

Gli ambientalisti fanno rilevare che da sei anni sono in corso (finanziati da Ministero dell’ambiente e Parco) gli interminabili lavori per l’allaccio delle condotte sottomarine all’Eba e che solo due condotte su 10 sono state allacciate a terra.

«Antonini sa benissimo che Goletta Verde non da patenti di baneabilità – dice Legambiente - i suoi tecnici specializzati effettuano campionamenti esattamente negli stessi punti dell’Arpat con criteri scientifici e ne comunica i risultati. Antonini prima di sparare parole grosse e usare espressioni come “mentire” sia cauto, e pensi che le differenze dei dati possono essere spiegate da situazioni ambientali riconducibili ad una elementare fenomeno: se si scaricano in mare liquami non depurati e c’è vento che porta a terra presso la costa, si troveranno liquami. Le correnti cioè possono mascherare un inquinamento, non crearlo».

Poi il Cigno verde lancia una sfida al presidente degli albergatori: «Antonini compia pure tutti i passi che minaccia, pure in sede giudiziaria, si accomodi, si ricordi comunque che un’ analoga vicenda nel non lontanissimo 1993, finì, per i suoi predecessori con una pessima figura in sede legale e tante scuse per Legambiente. Antonini in ultimo se va alla caccia dei detrattori dell’immagine dell’Elba li cerchi tra chi inquina chi se ne frega della depurazione e non tra coloro che effettuano controlli».

In serata anche la Comunità montana dell´Elba interviene sulla questione precisando che le condotte sottomarine deputate allo smaltimento dei reflui «esistono, sono 13 e sono funzionanti, la manutenzione è garantita dalla società Asa, gestore da alcuni anni del sistema idrico elbano, dalla captazione allo smaltimento, che interviene per riparare rotture o malfunzionamenti.
Le nuove condotte, previste a fianco di quelle da sostituire le sta realizzando un pool di imprese su incarico della Comunità Montana, Ente che aveva ricevuto a tal scopo lo specifico finanziamento dal Ministero dell´ Ambiente».

In realtà le condotte vecchie sono lesionate e rattoppate e quelle nuove sono ancora da allacciare: «il lavoro è compiuto al 90% - continua la Comunità montana - nonostante un percorso segnato dal fallimento della precedente ditta, da note lungaggini burocratiche, da un sequestro giudiziario del cantiere e da un gravissimo incidente sul lavoro. Ciò che manca, e che come da contratto le imprese incaricate dovranno terminare entro novembre di quest´anno, è l´ allaccio degli scarichi a terra con la parte terminale delle nuove condotte, eliminando così quelle vecchie ormai difficilmente rattoppabili».

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