[10/07/2007] Consumo

Clima, a Firenze si cerca già manodopera per la vendemmia anticipata

FIRENZE. Le ripercussioni sull’agricoltura del clima mite invernale e di una primavera più simile all’estate, si stanno rendendo evidenti e destano la preoccupazione dell’amministrazione provinciale: «Il clima troppo caldo sta provocando maturazioni precoci dei nostri frutti a partire dalla vite e dall’ulivo- introduce l’assessore all’agricoltura Pietro Roselli - Quest’anno siamo con una maturazione anticipata di 25–30 giorni, a seconda delle altitudini, ed il fenomeno della cascola (caduta prematura ndr) che doveva arrivare tra la fine giugno ed i primi di luglio è stato anticipato di un mese. Succede all’ulivo e succede ai meli, ai peri e non c’è nulla di straordinario. Si segnala anche la maturazione precoce delle uve, tanto che molte aziende sono in difficoltà non avendo operai d’agosto quando si dovrebbe iniziare la vendemmia».

La vera preoccupazione però non è la perdita di una parte di produzione ma «il fatto che le produzioni per noi più tipiche, caratterizzanti e preziose, come i vini ben strutturati di lunga conservazione, con questo clima non idoneo sono a rischio. La temperatura invernale mite e questo clima estivo non aiuta sapori forti e profumi profondi, tipici delle nostre zone». Si apre allora il fronte della ricerca come spiega l’assessore all’agricoltura «per le uve si sta già discutendo di nuovi vitigni che possano avere una maturazione più lunga nonostante il clima mite. Per l’olivo la cosa è più complessa, anche perché la ricerca è più arretrata e non ci sono le condizioni economiche per investire attentamente sulla redditività della produzione dell’olio».

Massimo Lensi (Forza Italia) che aveva richiesto l’intervento dell’amministrazione replica evidenziando un altro problema: «Numerose cooperative agricole dei dintorni di Firenze hanno denunciato un lungo elenco di agenti patogeni che, proprio a causa di questo inverno caldo, stanno aggredendo le produzioni tipiche della zona. Ho riscontrato: occhio di pavone per le olive, la vescenza dorata per la vite, la tignola per l’olivo, la peronospora, l’alternaria e la cladosporiosi per i pomodori fiorentini, la batteriosi per i fagiolini, la virosi per le zucchine, insomma tutta una serie di agenti patogeni che stanno colpendo in maniera aggressiva le coltivazioni tipiche della nostra zona. Occorre un maggiore interesse da parte della Provincia su questi fenomeni- conclude Lensi- perché, se anche l’anno prossimo sarà un anno con un clima di tipo anomalo rispetto a quello che è il clima normale di un inverno toscano, si dovrà intervenire preventivamente per capire quali possono essere le aggressioni patogene alle produzioni tipiche fiorentine».

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