[29/06/2007] Urbanistica

D´Angelis: «Il Pit è la migliore risposta a Campi e Monticchiello»

LIVORNO. Ieri il Pit, il Piano di indirizzo territoriale, adottato due mesi fa dal Consiglio regionale, è tornato al mittente con il suo bagaglio di osservazioni, raccolte nei
60 giorni di tempo previsti dall’iter istituzionale. Molte di esse accolte recepite dice il presidente della commissione Territorio e ambiente, Erasmo D’Angelis, soddisfatto di come sta procedendo il percorso che porterà a breve alla completa approvazione di questo nuovo strumento, precisamente nella seduta del Consiglio regionale del 25 luglio prossimo.

«E’ la migliore risposta allo scandalo urbanistico di Campi Bisenzio (Fi) o al caso Monticchiello (Si)» ha dichiarato D’angelis.
Soddisfatto anche il “padre” di questo strumento, l’assessore regionale al Territorio, Riccardo Conti che ha spiegato che «Sul tema del paesaggio e della qualità dell’urbanistica c’è giustamente una grande attenzione e il confronto è aperto da mesi, anche con i comitati. Ma il Pit e il Codice del paesaggio e dei beni culturali costituiranno il nostro segnale forte per la difesa della buona urbanistica e della qualità del territorio».

Le osservazioni, in gran parte recepite, sono state presentate da Autorità di Bacino, Confindustria, Italia Nostra, alcuni Comuni, Unicoop e comitati, ed entrano nel merito di diversi temi: dalle regole per la tutela del territorio agli strumenti di partecipazione dei cittadini, dalla difesa del patrimonio montano, collinare e costiero alle normative paesaggistiche, dalle norme di salvaguardia alla rinaturalizzazione del centri urbani.

Il Pit è lo strumento attraverso il quale dovrà essere fatta la pianificazione regionale con l’obiettivo del contenimento dell’espansione edilizia a partire dalle zone collinari, della riqualificazione delle periferie urbane, della salvaguardia della costa. E attraverso il quale secondo chi ne ha dato l’impostazione la tutela del paesaggio potrà trovare norme e strumenti incisivi e concreti, anche a partire dai procedimenti di valutazione critica di tutte le previsioni inserite nei vecchi piani regolatori attraverso una “salvaguardia” a tutti gli atti di pianificazione pregressa. Ogni previsione “pregressa” passerà infatti al vaglio di una verifica della Regione e, se non risulterà coerente con i nuovi indirizzi del Piano, sarà cancellata o riprogettata.

«Il ruolo della Regione – ha detto il presidente D’Angelis – sarà più forte e autorevole. I Comuni avranno la titolarità dei procedimenti, ma non faranno più da soli e nelle scelte, nei Piani strutturali fino ai Regolamenti urbanistici comunali, anche la Regione svolgerà un ruolo di verifica, di coerenza delle previsioni e degli interventi previsti».

E se sarà davvero così o invece, come altri sostengono, non sufficiente per la tutela del paesaggio, lo vedremo quando i criteri del Pit saranno messi in applicazione.

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