[28/06/2007] Rifiuti

Dal Sin di Bagnoli a quello di Piombino, il misterioso viaggio che bonificherà i rifiuti

PIOMBINO (Livorno). Slitta ancora la firma dell´accordo di programma per la variante al piano di completamento della bonifica di Bagnoli che doveva essere siglato oggi e che comprende anche il trasferimento dei rifiuti della colmata partenopea a Piombino. I motivi del rinvio sarebbero da addebitarsi all’impossibilità da parte del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino ad essere presente all’incontro.

Intanto però la Provincia di Livorno ha ricevuto la caratterizzazione sulla colmata che era stata effettuata dall’Icram. «E’ arrivata in questi giorni e non ho ancora avuto modo di leggerla – spiega l’assessore Anna Maria Marrocco – ma oggi posso dire di essere un po’ più tranquilla, dopo le rassicurazioni verbali che mi sono state date dal ministero e per la tempestività con cui ci hanno inviato la caratterizzazione, necessaria a capire bene che tipo di materiali si vuole portare a Piombino. Mi auguro solo che siano compatibili per realizzare le opere di cui abbiamo bisogno».

Lo scopo principale dell’operazione fortemente voluta dal ministro dell’ambeeinte Alfonso Pecoraro Scanio è è quello di poter trasferire i materiali del Sito di bonifica di interesse nazionale (Sin) Napoli Bagnoli-Coroglio a quello di Piombino, consentendo un forte ampliamento delle strutture portuali (banchine, piazzali, approdi, viabilità) di quest’ultimo. Il porto di Piombino, oltre ai vantaggi economici di queste nuove infrastrutture, otterrebbe anche i finanziamenti per il completamento della messa in sicurezza d’emergenza attraverso il marginamento (con palancole) di vaste porzioni di territorio, ed il pagamento per i quantitativi di materiali conferiti in vasca di colmata. Il Porto di Napoli avrebbe il vantaggio di sbloccare la procedura per la realizzazione della sua nuova colmata (darsena di Levante), senza doversi preoccupare di smaltire i materiali della vecchia colmata (Bagnoli), ma utilizzando per il riempimento i sedimenti da bonificare provenienti dall’altro Sin di Napoli Orientale.

Il dubbio però è che questi materiali (probabilmente inquinati) vengano “bonificati” semplicemente trasferendoli da un Sin all’altro (da Bagnoli a Piombino e da Napoli orientale a Bagnoli), lasciandoli di fatto,sempre all’interno dell’ambiente marino (anche se confinati in vasche di colmata).Le vasche di colmata di Piombino e di Napoli si configurano già oggi come vere e proprie discariche, cioè infrastrutture destinate a ricevere e contenere permanentemente rifiuti (sia materiali inerti che sedimenti) ma, il fatto che servissero alla gestione dello stesso porto che produceva questi materiali e che fossero previsti limiti abbastanza cautelativi per il conferimento dei materiali, poteva far accettare una sorta di compromesso.

In questo caso, invece, si ipotizza per Piombino la realizzazione di enormi strutture (oltre il doppio, per esempio di quelle di Livorno) al solo scopo di ricevere i rifiuti di Bagnoli, la cui caratterizzazione è arrivata solo adesso: col rischio di ritrovarsi discariche di rifiuti speciali all’interno del Santuario dei cetacei, in palese contrasto con norme e trattati internazionali e nazionali.

I materiali di Bagnoli dovrebbero essere essenzialmente di due tipi: quelli di risulta dallo smantellamento della colmata di Bagnoli (oltre 1.000.000 m³) e i sedimenti marini dell’area antistante il Sin, la cui quantificazione non è stata ancora completata, tutti probabilmente contaminati da metalli pesanti, Ipa, ecc.,( dal momento che ancora l´arenile presenta questi inquinanti e per questo motivo la scorsa stagione balneare è stato vietato ai bagnanti).

Al di là del fatto che le stime sono ancora abbastanza imprecise e confuse, c’è chi teme che le nuove colmate di Piombino possano essere destinate nei prossimi anni a ricevere altri rifiuti, magari dal Sin di La Spezia – Pitelli, cosa già ventilata nel 2006.

Infine c’è da considerare la fase del trattamento. Più volte si fa riferimento alla possibilità/necessità di trattare i materiali (basterebbe solo questo per farli definire rifiuti) di Bagnoli per renderli idonei (cioè renderli “non pericolosi”) al conferimento in vasca di colmata a Piombino, attraverso un impianto di inertizzazione presente nel Sin. Questo impianto, gestito dalla Tap spa, costituita nel 1995 e partecipata al 70% dal Comune di Piombino, dovrebbe trattare, ai fini del recupero, le scorie (rifiuti) siderurgiche stoccate e prodotte in gran quantità da Lucchini (circa 1.000.000 t/anno + giacenze) producendo un materiale inertizzato, denominato Cic (conglomerato idraulico catalizzato) e come tale è stato autorizzato.

In realtà la piattaforma Tap non è funzionante e le più recenti previsioni da parte dei gestori indicano una data di entrata a regime non prima della fine del 2008.

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