[27/06/2007] Comunicati

Mobilità sostenibile, Bersani punta sulla tecnologia ´made in Italy´

LIVORNO. L’innovazione industriale al servizio del trasporto come occasione di sviluppo economico e tutela ambientale per muovere persone e merci in modo ecologico e sicuro, economico e tempestivo. E’ lo spirito con il quale il ministro dello sviluppo economico, Pier Luigi Bersani (Nella foto) e il responsabile del progetto Gian Carlo Michellone danno il via oggi alla raccolta delle idee progettuali per identificare le linee di sviluppo industriale volte a rendere eco compatibili i sistemi di trasporto di superficie facendoli partecipare in modo più incisivo al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. Un’iniziativa interessante che ha anche gli obiettivi di sviluppare intermodalità e piattaforme logistiche; rendere sostenibile la mobilità urbana; decongestionare i trasporti marittimi e terrestri; garantire maggiore sicurezza a persone e merci; accrescere la competitività dei sistemi di trasporto di superficie e dei relativi processi. Il sistema imprenditoriale, le Regioni e le Province autonome sono chiamate a partecipare e potranno farlo in modo semplice e rapido compilando un questionario on line sul sito www.industria2015.ipi.it dal 27 giugno al 27 luglio

Da quanto è stato detto nella conferenza stampa di questa mattina, entra nel progetto chi è in grado di presentare proposte sulla mobilità sostenibile in grado di sviluppare nuove tipologie di prodotti e/o servizi e che siano caratterizzate da un elevato livello di innovazione tecnologica idonea a rispondere ai bisogni di mobilità e trasporto di persone e merci più efficienti e al tempo stesso maggiormente rispettose dei vincoli ambientali e sociali, accrescendo così la capacità competitiva dei settori industriali coinvolti, e che siano caratterizzate da un impatto di filiera o sistema di piccole e medie imprese.

Per ciascuno dei suddetti obiettivi, i progetti che potranno essere co-finanziati nell’ambito del PII “Mobilità Sostenibile” dovranno prevedere la realizzazione di prototipi dimostrativi funzionanti, in grado di concretizzare il vantaggio industriale che può derivare dal progetto. I futuri progetti, coordinati da un’impresa, prevedono la collaborazione dei principali soggetti coinvolti nella catena del valore: partner/fornitori, Università, Centri di ricerca, utilizzatori finali e la partecipazione significativa di PMI. Data la natura dei progetti che si intende promuovere, in grado di coinvolgere intere filiere e/o sistemi, il costo complessivo di ciascuna iniziativa è stimabile in questa fase tra i 5 e i 50 milioni di euro, con una durata da tre a cinque anni.

Sarà Giancarlo Michellone (nominato il 18 maggio scorso dal ministro Bersani Responsabile del Progetto di innovazione industriale sulla Mobilità sostenibile e attualmente Presidente del Consorzio per l’Area scientifica e tecnologica di Trieste) a valutare i risultati della raccolta per poi presentare, entro ottobre, il piano programmatico al governo che consentirà di indirizzare le risorse del Fondo per la competitività (istituito dalla Finanziaria 2007) agli interventi che rispondono alle sei finalità sopra richiamate. Un compito che Michellone svolgerà come servizio gratuito al Paese.

Rispetto alle Regioni e alle Province autonome coinvolte la formula e’ biunivoca: progetti regionali possono essere cofinanziati dal Governo e progetti nazionali possono essere cofinanziati dalle Regioni.

Tutte le associazioni di categoria e le Regioni riceveranno l’invito a partecipare alla consultazione di Michellone il quale, insieme al suo staff, entro ottobre proporrà al Ministro quali procedure amministrative attivare per finanziare e realizzare al meglio le idee progettuali.

Gli obiettivi tecnologico-produttivi del Progetto di innovazione industriale sulla Mobilità sostenibile sono stati individuati e impostati in armonia con quelli condivisi a livello europeo sia nell’ambito industriale che in quello della ricerca ed innovazione. Vi è infatti la consapevolezza che i bisogni di mobilità sostenibile vadano affrontati almeno su scala continentale, e che pertanto il primo mercato potenziale di prodotti e soluzioni sia proprio quello europeo, e, non da ultimo, con l’intenzione di favorire l’integrazione dei processi di innovazione delle imprese italiane con quelli delle altre imprese europee dei settori interessati.


«E’ un tentativo di dare una scossa alla tecnologia italiana – ha detto Bersani - . A questo scopo cerchiamo un’intesa tra imprese e pubblica amministrazione. Abbiamo bisogno di prodotti e servizi italiani, di arrivare a soluzioni made in Italy». L’iniziativa, come detto, punta infatti a coinvolgere enti locali e sistema delle piccole e medie imprese nell’elaborazione di tecnologie che consentano di migliorare i sistemi di trasporto, di merci e persone, su tutto il territorio nazionale.


Il progetto Mobilità Sostenibile fa parte di una più ampia iniziativa sull’innovazione industriale presentata sempre stamani dal ministro Bersani. Il ministero dello sviluppo economico ha infatti lanciato il III progetto di innovazione industriale “Nuove tecnologie per il made in italy” con l’obiettivo di potenziare il ruolo delle imprese leader; riqualificare il ruolo della subfornitura e delle piccole imprese; valorizzare le competenze dei territori a forte vocazione industriale guardando ai mercati internazionali;

Come? Sostenendo la messa in rete dell’intero sistema produttivo (ricerca, impresa e servizi) che sia in grado di realizzare progetti volti a innovare i prodotti, sviluppando nuove sinergie con i produttori di nanotecnologie, biotecnologie, nuovi materiali; innovare i processi, incentivando nuovi modelli di cooperazione produttiva tra le imprese presenti sui mercati internazionali e la subfornitura; innovare il sistema della commercializzazione sia in Italia che all’estero, rendendo efficiente il comparto della logistica, sviluppando reti distributive specializzate e potenziando i canali di vendita di natura telematica.

A coordinare lo staff per la costruzione del progetto, come servizio gratuito al Paese, si legge nella nota del ministero - sarà Alberto Piantoni, amministratore delegato del gruppo Bialetti.
Dopo l’estate il sistema delle imprese (anche in partenariato con università, centri di ricerca e sistema finanziario) e le istituzioni locali saranno chiamate a partecipare alla costruzione dei progetti.

Vedremo quali saranno i frutti di questa più generale iniziativa, sembra anche in questo caso che la parola d’ordine sia innovazione tout court che sappiamo bene non essere garanzia di sostenibilità ambientale. Queste azioni potranno forse migliorare la qualità dei prodotti, magari produrre anche un risparmio energetico, ma almeno dal punto di vista del risparmio di materia non c’è neanche un ben che minimo accenno e neppure a, per esempio, processi produttivi più puliti. Basti vedere che quando appunto si parla di innovazione di processo si intende “nuovi modelli di cooperazione produttiva tra le imprese presenti sui mercati internazionali e la subfornitura”. Ma l’innovazione, senza il criterio direttore della sostenibilità ambientale, è tutt’altro che buona in sé.

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