[26/06/2007] Parchi

Parco Dolomiti Bellunesi, Pecoraro accetta cambio confini

ROMA. Il ministero dell’ambiente ha approvato la proposta di revisione dei confini del parco nazionale Dolomiti Bellunesi, nata per rispondere alle esigenze di rendere il perimetro dell’area protetta maggiormente identificabile sul territorio, spostandolo su crinali, creste, torrenti e altri elementi geografici definiti, e accogliere le richieste formulate da alcune Amministrazioni comunali.

«I nuovi confini – spiega Guido De Zordo, presidente dell’area protetta - sono frutto di un lungo confronto con la Comunità del parco, che si era concretizzato nell’elaborazione di un documento tecnico, approvato all’unanimità dai 15 comuni del parco e dal Consiglio direttivo dell’ente, presentato dal parco al ministero lo scorso 27 ottobre. L’iter di valutazione del ministero si è concluso con la predisposizione dello schema di decreto del Presidente della Repubblica che definisce i nuovi confini. A questo punto manca un solo passaggio, l’approvazione, da parte della regione del Veneto, dello schema di decreto presidenziale predisposto dal ministero dell’ambiente».

In una lettera inviata al parco, alla regione ed alla Conferenza unificata Stato regioni il ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio apprezza il coinvolgimento delle amministrazioni locali realizzato dal parco nei mesi scorsi: «E’ da evidenziare – scrive il ministro - come l’ente parco abbia svolto un proficuo confronto con i Comuni interessati, acquisendone i formali consensi in merito alle scelte effettuate».

I nuovi confini comportano una riduzione dell’area protetta di 285 ettari, lo 0,9 % del parco, che non interessano le aree di maggior valore ambientale.

«Il positivo risultato raggiunto – spiega il direttore del parco, Nino Martino - è comunque considerato, dall’Ente Parco un punto di partenza, dal quale iniziare a lavorare per costruire credibili e condivise proposte di ampliamento dell’area protetta. Nei mesi scorsi infatti sono già pervenute all’ente diverse proposte per includere nuove aree all’interno del parco. L’obiettivo finale è quello di creare corridoi ecologici di collegamento con i parchi vicini di Paneveggio-Pale di San Martino, delle Dolomiti friulane e di altre aree protette vicine al Parco Nazionale». Notizie dettagliate sull’iter di revisione dei confini si possono trovare nel De Zordo e Martino, hanno evidenziato come «la rettifica dei confini del Parco costituisca un esempio, unico a livello nazionale, di costruzione “dal basso” di una strategia di conservazione e pianificazione del territorio. Una strategia che consente di avvicinare cittadini ed amministratori alla realtà del parco, che non rappresenta più un’entità calata dall’alto, ma diventa un patrimonio comune, per la cui tutela e promozione possono e devono impegnarsi tutti, a cominciare da chi qui ha sempre vissuto».

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