[26/06/2007] Aria

Verso la Conferenza Nazionale: i cambiamenti climatici e l’ambiente marino-costiero

ROMA. La vulnerabilità ai cambiamenti climatici delle aree costiere italiane e il contributo alla predisposizione di una strategia nazionale di adattamento e di gestione integrata delle coste sarà il tema del workshop su “Cambiamenti climatici e ambiente marino costiero, organizzato il 27 e 28 giugno a Palermo da Apat e Agenzia regionale per la protezione ambientale della Sicilia. Si tratta di un’altra delle tappe verso la Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici 2007 che si terrà a Roma in settembre.

«L´ambiente marino e costiero è un sistema articolato e complesso – spiagano all’Apat - in cui convivono valenze ambientali e grandi pressioni di natura socio economica ed antropica ed il cui equilibrio è già ora fortemente compromesso dalle azioni dell’uomo e del mare; la sua natura di transizione e di interfaccia tra ambiente marino ed ambiente è di fondamentale importanza per la biodiversità ma anche gli attribuisce una grande criticità fragilità in particolare nella prospettiva degli scenari di cambiamento climatico a fine secolo. Come effetto dei cambiamenti climatici nelle aree costiere si prevede infatti un sensibile aumento della vulnerabilità, già oggi estremamente elevata. Si presuppone infatti, in queste aree, una concomitanza tra effetti direttamente correlati ai cambiamenti climatici, eventi estremi e variazioni di livello del mare, fattori naturali (tettonica) ed effetti antropici: subsidenza indotta da attività umane, interventi idraulici e di difesa costiera, ecc».

A spiegare il perché dell’iniziativa è Sergio Marino, direttore generalre dell’Arpa Sicilia: «il workshop in oggetto intende evidenziare, alla luce delle conoscenze attuali, l’impatto dei previsti cambiamenti climatici sulla biodiversità, sull’agricoltura e prodotti agricoli, sulle risorse idriche, sui settori produttivi, sul turismo; contribuire alla messa a punto di programmi strategici nazionali per la produzione di conoscenza condivisa e finalizzata alle esigenze di adattamento sostenibile ai cambiamenti climatici; identificare la relazione tra cambiamenti climatici ed evoluzione delle aree costiere su scenari a lungo termine; verrà posta attenzione allo specifico italiano in relazione alle attuali politiche di gestione del territorio; individuare opzioni di adattamento possibili rispetto alla risorsa idrica, alla biodiversità, all’agricoltura ed alimentazione, ai settori produttivi, al turismo evidenziando la percezione soggettiva in relazione a quella oggettiva dei dati scientifici».

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