[26/06/2007] Rumore

Inquinamento acustico, nuovi limiti Ue per tutti i veicoli

LIVORNO. In arrivo nuovi limiti e standard per la riduzione dell’inquinamento acustico di automobili, autobus e autocarri. Con la direttiva del 14 giugno – entrata in vigore il 24 di questo mese – la comunità europea modifica il livello sonoro ammissibile e il dispositivo di scappamento dei veicoli a motore. Prevede le procedure per l’omologazione dei veicoli intese a limitare le emissioni sonore prodotte in una tipica situazione di traffico urbano. Quindi, sin dalla fase progettuale i modelli di produzione devono essere al di sotto di un decibel -dB(A)- dei limiti in modo da rispettare la tolleranza.

Dall’ultima modifica dei limiti del 1996 la comunità si aspettava una riduzione delle emissioni sonore dell’85% per le automobili e di oltre 90% per i trasporti pesanti, ma il calo registrato è stato solo di 1-2 dB(A). Le ragioni della poca efficacia sono riconducibili a vari fattori quali l’applicazione rilassata dei valori di rumore negli ultimi anni, la lenta sostituzione dei veicoli più vecchi e rumorosi, la crescita sproporzionata del traffico e l’abbassamento della soglia di riducibilità del rumore dovuto all’attrito dei pneumatici sull’asfalto.

Ed è dunque per questo che la commissione europea ritorna sul tema. Nello specifico sottolinea come il metodo di misurazione adottato non corrisponda più agli effettivi comportamenti di guida: la procedura di omologazione (Iso R362) non tiene conto delle condizioni realistiche di guida ed in mancanza di ispezioni regolari sulle caratteristiche acustiche progettuali il livello di rumorosità dei veicoli rischia di aumentare con il tempo. Ecco, dunque che inserisce un nuovo ciclo di test e di prove ai fini dell’omologazione del mezzo e per il monitoraggio dei valori di emissione sonori.

L’inquinamento acustico, negli ultimi anni ha assunto un ruolo rilevante di pari passo con la crescente consapevolezza dell’importanza di un ambiente salubre e vivibile. Studi recenti hanno dimostrato come il rumore incida sulla vita quotidiana della cittadinanza non solo perché causa di disturbo ma anche perché ha effetti sulla salute fisica dell’uomo favorendo la formazione di malattie cardiovascolari, per esposizioni a livelli sonori elevati e, naturalmente, rischi uditivi.

Per altro, la nostra costituzione riconosce all’art. 32 il diritto alla salute non solo con riferimento allo stato fisico e mentale dell’individuo, ma anche all’ambiente salubre. Azioni positive come l’abbassamento dei limiti di tollerabilità all’emissioni sonore e l’utilizzo di test e prove in linea con il progresso tecnologico hanno riflessi concreti sul bene dei cittadini urbani e quindi sulla loro salute.

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