[25/06/2007] Urbanistica

Firenze, le preoccupazioni dei Verdi sulla ´terza corsia´

FIRENZE. Forte preoccupazione dei Verdi della Provincia di Firenze e della Regione per i possibili progetti di urbanizzazione relativi alla “terza corsia” e alle altre opere collegate, in particolare nel tratto Barberino di Mugello – Galleria Le Croci, nei pressi della frazione di Cornocchio. «In poche centinaia di metri lungo il percorso della terza corsia- spiegano Luca Ragazzo e Mauro Romanelli- sono previste infatti una serie di opere che modificheranno permanentemente il paesaggio e l’urbanistica di quelle valli».

Il progetto in questione riguarda un’area di servizio di 23 ettari da costruirsi su una valle profonda 340 metri e riempita di 1.800.000 metricubi di smarini. Sarebbe la più grande stazione di servizio d’Europa. Inoltre nella stessa tratta-informano gli esponenti dei Verdi- si prevede lo svincolo autostradale e un campo base necessario alla costruzione delle suddette opere, che comporterà un enorme attività di carico e scarico di mezzi pesanti. Sempre nella stessa area sono previste le macchine per frantumare i materiali necessari a riempire la valle di smarini per l’area di servizio e inoltre altre opere di urbanizzazione come il Centro di pulizia stradale ed il centro di Protezione Civile.

«La maggior parte di queste opere - continuano Ragazzo e Romanelli - tra l’altro sono adiacenti al fosso Cambrosino, uno dei maggiori affluenti del lago di Bilancino. Questo comporterà un apporto di materiale solido nel lago e quindi grossi problemi per la qualità dell’acqua stessa e la compromissione dell’ambiente e della attività antropiche. Anche per questo valutiamo inopportune la localizzazione e la concentrazione di tutte le opere in quella zona. E’ evidente che se tutte le opere fossero realizzate ci troveremmo di fronte ad un impatto insostenibile per l’ambiente e per la salute dei residenti della frazione. Abbiamo presentato un’interrogazione urgente alla Provincia - concludono i due esponenti dei Verdi - per sapere se l’ente è convinto della bontà dei progetti e della loro concentrazione in una sola area».

Torna all'archivio