[25/06/2007] Trasporti

Auto verdi a nolo, pubblica amministrazione e aziende ci credono

LIVORNO. Oggi l’inserto di Repubblica “Affari & finanza” pubblica un articolo a pagina 54 sul noleggio delle auto verdi che, secondo il giornalista e anche il redattore che ha titolato il pezzo, «stenta a decollare». O almeno questa è la notizia sulla quale hanno puntato.
Nelle prime righe si legge che la situazione dell’impiego di vetture a basso impatto ambientale nel noleggio auto è «più nel noleggio a lungo termine che in quello a breve termine, e più con le pubbliche amministrazioni che con i privati».

Ed è qui che, secondo noi, c’è una notizia importante e tutt’altro che negativa: la pubblica amministrazione e le aziende stanno puntando sulle auto verdi. Per quanto auspicabile, infatti, non era assolutamente scontato. Anzi, spesso gli enti pubblicizzano certe cose per poi non farne di niente o quasi (gli esempi sono moltissimi).

E non ci pare un caso che Pietro Teofilatto, direttore del settore del noleggio a lungo termine di Aniasa, dichiari: «Sebbene le persone che noleggiano le auto a breve termine possano essere interessate ad utilizzare macchine a basso consumo, e quindi meno inquinanti, sono gli utenti del noleggio a lungo termine, principalmente aziende e Pa, che stanno prendendo sempre più in considerazione la questione ambientale nella scelta dei mezzi».

Per noi che non ci tiriamo certo indietro quando c’è da criticare le istituzioni, ci sembra dunque giusto e doveroso evidenziare che stavolta si stanno muovendo sulla strada giusta.
Sempre come notizia positiva segnaliamo quanto detto sull’argomento anche da Massimo Falcioni, direttore commerciale di Lease Plan Italia: «L’ecologia da moda sta diventando una strategia; per esempio la nostra società ha fatto degli accordi con alcuni costruttori, come Fiat e Toyota, per promuovere l’utilizzo nelle flotte delle loro auto a basso impatto ambientale, come la Prius ibrida e la Multipla multipower, ed in ogni caso cerchiamo di impiegare vetture con ridotti consumi e quindi basse emissioni».

Detto che la mobilità sostenibile nelle città è una delle sfide più impegnative e sulla quale misurare anche l’efficacia delle azioni istituzionali a tutti i livelli - e che gli obiettivi devono essere quelli di disincentivare il più possibili l’uso del mezzo privato a favore di quello pubblico e favorire l’utilizzo di biciclette e quindi costruire più piste ciclabili - va aggiunto che almeno sulla riduzione delle emissioni delle auto si sta cercando di intervenire un po’ ovunque nel mondo. Negli Usa, infatti, dopo oltre 20 anni il Senato ha approvato un emendamento per ridurre i consumi delle automobili (e quindi emissioni di gas inquinanti). Secondo l’emendamento nel 2020 tutte le automobili che usciranno dalla fabbrica, compresi Suv e camioncini, dovranno consumare non più di un litro di carburante per 15.1 Km.

Più o meno sulla stessa linea la proposta dell’europarlamentare britannico Chris Davies, che mira a non far costruire auto che superino i 162 km orari. Un provvedimento che punta sia all’abbattimento delle emissioni e quindi a contrastare i cambiamenti climatici, sia alla sicurezza sulle strade. La proposta (al momento contenuta in una bozza) non ha molte speranze di passare, ma accanto a questa ce ne sono altre che forse potrebbero invece essere accettate: l’introduzione dell’obbligo di riservare il 20% degli spazi pubblicitari delle auto alle informazioni su come guidare risparmiando carburante e quindi inquinare meno; dotare tutte le auto di un indicatore sul momento più opportuno di ingranare le marce; impianti di aria condizionata più efficienti e pneumatici con meno attrito sull’asfalto.

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