[25/06/2007] Aria

Emma Marcegaglia a greenreport: «Bene tutto ciò che è risparmio di energia e di materia»

LIVORNO. «Rinnovabili, risparmio energetico, rigassificatori, riequilibrio del mix dei combustibili e un occhio sul nucleare». Ecco come Emma Marcecaglia, vicepresidente di Confindustria, la pensa sulla questione energetica nazionale. Lo ha detto a greenreport in una breve intervista rilasciata al nostro quotidiano a margine dell’assemblea generale organizzata da Confindustria Livorno.

Leggiamo spesso le sue inclinazioni all’uso dell’energia nucleare come fonte per mitigare le emissioni di co2. A parte gli studi e le ipotesi che tali sono sul nucleare di quarta generazione, il problema irrisolto è quello delle scorie. E dunque visto che bisogna intervenire da subito, non ritiene che sarebbe meglio convogliare massicciamente le risorse disponibili su risparmio - efficienza rinnovabili.
«Noi abbiamo detto che il problema energetico italiano è un problema molto ampio e che nel cercare di risolverlo bisogna fare un po’ di tutto. Quindi più rinnovabili, risparmio energetico, rigassificatori, ma bisogna anche riequilibrare il mix dei combustibili. Noi siamo l’unico esempio al mondo che ha quasi tutto sul gas e visto che anche in Europa e in tutto il mondo si sta ricominciando a parlare di nucleare, noi diciamo: teniamo un occhio attento anche a questo. Sicuramente il tema è molto delicato: c’è il problema delle scorie, c’è il problema della sicurezza, c’è il problema del grande investimento, però in una situazione così grave come è in Italia quello dell’energia, dal nostro punto di vista, non bisogna chiudersi ideologicamente a nulla, bisogna considerare tutte le opzioni».

Finalmente la Confindustria pare aver individuato nel risparmio e nell’efficienza il primo vero giacimento energetico. Non crede che un analogo ragionamento andrebbe fatto rispetto ai consumi di materia che presiede al corretto governo dei rifiuti?
«Certamente sì, in questo momento noi ci stiamo occupando di risparmio energetico perché come lei sa si sta parlando di un piano nazionale, però tutto quello che va a risparmiare energia e materia e che non incide e non va a ridurre la produzione e la qualità della vita delle persone, va portato avanti, anche nell’ottica come dice lei del ciclo integrato dei rifiuti».

Dalle risposte di Emma Marcegaglia arriva la conferma che anche in Confindustria qualcosa sta cambiando. Certo non è da dire che siamo alla rivoluzione copernicana, ma senza dubbio l’impegno dichiarato su risparmio di energia e rinnovabili possono far intravedere un futuro dell’industria diverso e sempre più indirizzato alla sostenibilità ambientale. Ed è soprattutto l’industria che in questo campo può fare la differenza, investendo sempre di più su ricerca & sviluppo e sulle tecnologie avanzate.
Le aziende hanno ovviamente annusato il business oltre ad aver capito che soprattutto i cambiamenti climatici porteranno danni ingenti ai loro affari e quindi si stanno autonomamente muovendo su questo versante con iniziative a livello individuale. Il passo avanti è evidente e va governato al meglio.

Non si può dire che la politica (anzi, il centrosinistra) abbia fatto poco o debba seguire l´industria su risparmio ed efficienza energetica. Si può (e si deve) dire, anzi, che tutt´e due non vanno al di la del riconoscimento del problema quando gli si pone la questione dei flussi di materia.

Però servirebbe che in Italia anche la politica si impegnasse maggiormente nel difficile ma fondamentale compito di riorientare l’economia verso la sostenibilità e di portare su questa strada l’industria e il mercato. E non viceversa.

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