[05/06/2007] Rifiuti

Il Cnr presenta i dati su siti inquinati e salute

ROMA. Il Cnr ha presentato oggi la “Relazione sullo stato delle conoscenze in tema di ambiente e salute nelle aree ad alto rischio in Italia”. Un utile contributo “all´indagine conoscitiva sulla valutazione delle conseguenze ambientali provocate dall´inquinamento urbano, dallo smaltimento dei rifiuti e dalle aree ad alto rischio” avviata dalla commissione ambiente della Camera.

«In Italia – spiega il Cnr - sono presenti migliaia di siti inquinati: 54 siti di interesse nazionale per le bonifiche (Sin); circa 6.000 siti di interesse regionale per le bonifiche (Sir); 58 siti con elevata contaminazione da amianto; 1.550 siti minerari quasi tutti dismessi; 1.120 stabilimenti a rischio di incidente rilevante. I 54 Sin, che vengono gestiti dal ministero dell’ambiente con conferenze di servizi e godono di finanziamenti statali dedicati alla bonifica, interessano l’area di 311 comuni, per una popolazione che va dai 6,4 agli 8,6 milioni, a seconda se si escludono o includono Milano e Torino».

Un problema vasto e confermato da studi epidemiologici che in molte aree mettono in relazione inquinamento, aumento della mortalità e di alcune malattie tumorali.
«Secondo un recente studio dell’Organizzazione mondiale della sanità – spiega il Cnr - l’inquinamento atmosferico nelle aree urbane interessa circa 9 milioni di italiani, circa il 16% della popolazione residente nelle 13 città di maggiori dimensioni, dove una media di 8.220 morti l’anno, tra il 2002 e il 2004, è da attribuirsi agli effetti a lungo termine delle concentrazioni di PM10 superiori ai 20 ¼g/m3».

In 27 dei 54 siti di interesse nazionale, il Cnr svolge attività di ricerca sulle tecniche di monitoraggio ambientale, sui metodi e strumenti innovativi per le bonifiche dei siti inquinati, sulla valutazione dello stato di salute delle popolazioni. Tra i siti più studiati Porto Marghera, il Sulcis-Iglesiente, Augusta-Priolo e Gela, Taranto e Brindisi. In Campania, nella zona a più elevata emergenza rifiuti, il Cnr ha individuato 32 comuni a maggior rischio, mettendo in evidenza la correlazione tra situazione ambientale, mortalità e malformazioni congenite.

«I risultati presentati oggi dal Cnr – ha detto il presidente della commissione ambiente della Camera, Ermete Realacci (Nella foto) - saranno uno strumento di estrema importanza nell’indagine che la Commissione che presiedo sta realizzando sulle conseguenze sanitarie nelle aree ad alto rischio ambientale. Non è un caso che questi dati siano stati presentati nella giornata mondiale per l’ambiente. Per affrontare le grandi sfide che abbiamo davanti a cominciare da quella dei mutamenti climatici, senza tralasciare le pesanti eredità ambientali lasciate dal passato».

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