[05/06/2007] Rifiuti

Rifiuti, Pecoraro e Nicolais presentano le linee guida: «l´opzione zero non esiste»

LIVORNO. Il rapporto conclusivo della Commissione per le migliori tecnologie di gestione e smaltimento dei rifiuti è stato presentato oggi dai ministri dell´Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, e delle Riforme e le Innovazioni Luigi Nicolais.
Il rapporto è possibile scaricarlo anche dal nostro sito, seguendo il link presente in fondo a questo articolo.
Molti gli spunti interessanti del rapporto, che vuole essere la base su cui far partire il confronto con il resto del Paese: linee guida insomma, messe on-line per arrivare attraverso un forum comune, a un rapporto condiviso.

La commissione ha affrontato il compito assegnatole con la consapevolezza che il problema dei rifiuti non può essere risolto soltanto in termini di tecnologie di smaltimento, ma deve essere affrontato a largo spettro, intervenendo con tecnologie appropriate e con opportune iniziative di tipo gestionale in ogni sua fase. Partendo da questo approccio, la commissione ritiene che il problema dei rifiuti vada affrontato per stadi, che ricalcano quelli delineati nel 1997 dal decreto Ronchi: riduzione; restituzione; consegna differenziata e raccolta differenziata; pretrattamento e recupero (riciclaggio); smaltimento.

«Tutti questi stadi sono ineludibili e si presentano nell’ordine gerarchico indicato», poiché l’efficienza degli stadi superiori si riflette sulle richieste agli stadi successivi. «Idealmente il sistema “perfetto” che coinvolga le politiche industriali di base – spiega la commissione - non porterebbe materiali al quinto stadio, ovvero sarebbe effettivamente a “rifiuti zero”. Un sistema del genere non esiste in pratica ma deve essere considerato come una direzione chiara e comune verso la quale dirigersi».

E proprio perché per il momento non è possibile farne a meno la commissione ha dedicato la parte centrale del rapporto ad esaminare una serie di tecnologie di smaltimento, focalizzandosi su impianti diffusi in termini commerciali in Europa.

Di queste tecnologie, alcune possono essere considerate come provate su scala commerciale a livello nazionale ed europeo; per altre mancano ancora dati completi: «Gli impianti di pirolisi veloce ed HiTAC hanno dato ottimi risultati su scala commerciale per biomassa solida – si legge nel rapporto della commissione insediata dai due ministeri - ma debbono ancora essere ottimizzati per l’impiego di combustibile da rifiuto». Per quanto riguarda invece gli impianti di smoldering/”dissociazione molecolare” che talvolta vengono definiti impropriamente impianti a freddo ma che in realtà bruciano solo a una temperatura più bassa degli inceneritori tradizionali, sotto gli 850 gradi, «non è disponibile per il momento – è ancora la commissione a parlare - una completa base di dati comprovante, statisticamente e sperimentalmente, le loro prestazioni ambientali ed energetiche».

Il rapporto si conclude con proposte concrete da attivare prima possibile sul fronte della riduzione alla fonte: Istituzione dell’Inventario dei potenziali rifiuti solidi urbani (Ipr) di cui si vieta l’uso su tutto il territorio nazionale o di cui le regioni possono vietare l’uso per tempi indefiniti o determinati.
Introduzione di una efficace Tassa di smaltimento anticipata (TAS) per poche selezionate categorie di rifiuti (p.e. stoviglie monouso in plastica).
Prevedere la Restituzione obbligatoria del rifiuto (Ror) per selezionate categorie di rifiuto, già adottate con successo in alcune nazioni degli Stati Uniti (p.e. Bottle Bill in Michigan, New York, Massachussetts ) o dell’Europa (p.e. normativa elektroG Act o Green Dot in Germania).
Incentivi fiscali per l’uso di materiali facilmente riciclabili, riusabili e compostabili.

La commissione suggerisce infine due ultime cose: promuovere uno più progetti guida su pirolisi e combustione di bassa temperatura dei rifiuti solidi urbani con sperimentazione di piccola unità di smaltimento. E Organizzare un programma di ricerca e di sviluppo ingegneristico per la messa a punto di
diagnostiche utilizzabili nella normazione dei particolati come pure per la determinazione degli effetti dei particolati fini e ultrafini sulla salute umana.

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